La stitichezza, o stipsi, può essere legata a molteplici cause, come fattori ormonali, gastrointestinali, assunzione di farmaci, alterazione della flora batterica intestinale, rallentamento dell’attività del fegato, ma anche predisposizione, regime alimentare, vita sedentaria e stress.

La stitichezza è quindi una condizione assai diffusa, caratterizzata dalla mancanza di movimenti intestinali regolari che non permettono il completo svuotamento dell’intestino, con conseguente e graduale intossicazione del colon e di tutto l’organismo.

I sintomi principali della stitichezza sono difficoltà di evacuazione, gonfiore addominale, feci dure e asciutte, movimenti intestinali scarsi e possibile senso si nausea.

In questi casi si è spesso tentati di ricorrere a farmaci, poiché la condizione può risultare davvero debilitante, tuttavia se il disturbo non è correlato a particolari patologie, la cosa più saggia da fare è invece combatte la stitichezza modificando il proprio stile di vita e regime alimentare, introducendo quindi a poco a poco i così detti “rimedi naturali” e, solo in ultima spiaggia, ricorrere a farmaci veri e propri.

Alimentazione e stitichezza

Per combattere e sconfiggere realmente la stitichezza, la prima cosa da correggere è il regime alimentare. E’ necessario privilegiare una dieta ricca di fibre, preferendo cereali integrali, legumi, semi oleosi, semi di lino, frutta e verdura di stagione (anche 5/6 porzioni al giorno), a scapito di farine raffinate, zuccheri semplici raffinati, cibi piccanti, bevande gassate, caffè e tè, alimenti confezionati e un eccesso di proteine animali. Per riequilibrare quindi la flora intestinale è bene consumare alimenti ricchi di prebiotici naturali, come cipolle, asparagi, carciofi, frumento, soia, porri, banane, aglio, cicoria e indivia belga. Variare spesso i cereali, utilizzando anche farro, orzo e riso integrale, fornisce infine il vantaggio di sfruttarne le proprietà lenitive e decongestionanti sulle mucose intestinali. Il tutto da accompagnare ad un buon livello di idratazione, ottenibile bevendo almeno otto bicchieri di acqua al giorno ed aumentando le razioni di frutta e verdura ricche di acqua e ad azione lassativa (vari tipi di insalate a foglia verde, indivia, cetrioli, finocchi, kiwi, mela con la buccia, pera matura e prugne secche). E’ necessario stimolare infine anche il fegato, consumando verdure amare come cicoria, cime di rapa, puntarelle, carciofi, ortiche e radicchio.

Particolarmente apprezzati per combattere la stitichezza sono:

  • Fichi D’india: in piccole quantità (1 al giorno), sia consumati freschi, che a seguito della loro essiccazione al sole. Contengono infatti mucillagini che favoriscono il transito intestinale e piccoli semi che si comportano in maniera simile alle fibre vegetali nel contribuire alla pulizia dell’intestino.
  • Prugne: probabilmente il rimedio naturale lassativo più noto. Possono essere consumate sia fresche che in forma essiccata.
  • Frutta secca: ricca di fibre e dall’effetto emolliente nei confronti dell’intestino, soprattutto mandorle.

Attività fisica e stitichezza

Oltre ad assumere più fibre e liquidi, per aiutare l’intestino pigro è importante anche praticare regolare attività fisica. Per notare i primi cambiamenti è sufficiente fare passeggiate regolari da 20/30 minuti al giorno o praticare sport due volte a settimana. Se al movimento si combina poi un leggero massaggio alla pancia con dell’olio d’oliva (movimenti circolari in senso orario) il risultato è garantito.

Rimedi naturali

Nell’ambito dei rimedi naturali, le piante che ci vengono in aiuto contro la stitichezza si dividono poi in lassativi stimolanti o antrachinonici, che agiscono stimolando la peristalsi (ovvero la contrazione muscolare che compie l’intestino per eliminare le feci) e lassativi meccanici, che, ricchi di mucillagini, agiscono  idratando la massa fecale e lubrificando le pareti per favorire l’evacuazione. Tra i più apprezzati rimedi naturali si annoverano:

  • Senna (Cassia angustifolia): indicata per trattamenti brevi e in caso di stipsi acuta.
  • Rabarbaro (Rheum officinale): indicato per un’evacuazione facile, in caso di cattiva digestione, insufficienza epatica e malattie croniche del fegato.
  • Frangola (Rhamnus frangula): adatta a trattamenti prolungati, poiché non irritante e ad azione dolce. Particolarmente indicato in presenza di ragadi, emorroidi, dopo interventi chirurgici rettali e nella stitichezza cronica degli anziani.
  • Psillio (Plantago Psyllium) e Lino (Linum usitatissimum): a contatto con l’acqua i loro semi si aprono aumentando di volume e creando un gel che facilita l’evacuazione. Particolarmente indicati in caso di emorroidi, ragadi e colite.
  • Malva (Malva sylvestris): idrata e sfiamma l’intestino, regolandone le funzioni grazie alla dolce azione lassativa conferitale delle mucillaggini. Il trattamento a base di malva è indicato in gravidanza, nei bambini e per gli anziani.
  • Liquirizia (Glycyrrhiza glabra): il decotto che se ne ricava è molto utile in caso di stitichezza e nei disturbi legati alla sindrome dell’intestino irritabile.
  • Frequente inoltre è in ricorso a carciofo, tarassaco, finocchio e carvi.