All’ospedale San Raffaele di Milano è stata scoperta una correlazione tra l’alterazione della flora batterica intestinale, l’attivazione del sistema immunitario e l’attività di malattia nei pazienti che soffrono di sclerosi multipla recidivante-remittente. Proprio nei pazienti che presenterebbero tale forma di sclerosi multipla, i ricercatori dell’ospedale milanese avrebbero notato un’alterazione della flora batterica intestinale e una corrispondente proliferazione di globuli bianchi che in genere vengono associati a tale patologia.

Il gruppo di ricerca è stato coordinato da Marika Falcone (ricercatrice della Divisione di Immunologia, trapianti e malattie infettive) e Vittorio Martinelli (neurologo del Centro Sclerosi Multipla) mentre è stato diretto dal professor Giancarlo Comi. Lo stesso è stato possibile anche grazie al sostegno dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM) e della sua Fondazione (FISM).

I risultati di questo studio dovranno adesso essere confermati da ricerche successive: grazie ad essi, infatti, si dovrà stabilire se effettivamente la sclerosi multipla possa avere una correlazione con l’attivazione patologica delle cellule del sistema immunitario (linfociti TH17) all’interno dell’intestino.

Come spiega Marika Falcone, coordinatrice dello studio: “Sappiamo già che nella sclerosi multipla queste cellule del sistema immunitario sono le prime a superare la barriera ematoencefalica e a raggiungere il sistema nervoso centrale, contribuendo al danno del rivestimento mielinico. Non solo, ma una molecola da loro prodotta – la citochina IL-17 – è presente in alte dosi nelle lesioni cerebrali tipiche della malattia”.