La famigerata sclerosi multipla è causata da diversi fattori. Sappiamo ad esempio che le donne sono più colpite degli uomini, che si sviluppa di più nei paesi dal clima freddo e che esiste comunque una predisposizione genetica alla malattia, anche se non è ereditaria. Uno studio portato avanti dalla Johns Hopkins University di Baltimora aggiunge ora un ulteriore elemento da considerare: nella dieta dei malati mancherebbero cinque nutrienti ben precisi.

Nello specifico, i neurologi americani hanno messo sotto osservazione 27 donne colpite dalla sclerosi multipla con 30 donne sane, della stessa etnia. La mancanza di sostanze antiossidanti e antinfiammatorie è risultata stranamente comune tra le donne ammalate. Indagando sulle loro abitudini alimentari attuali gli studiosi hanno riscontrato considerevoli carenze di vitamina E, magnesio, folato, carotenoidi e flavonoidi in generale.

“Dato che la sclerosi multipla è una malattia infiammatoria cronica, assumere quantità sufficienti di nutrienti antinfiammatori può effettivamente aiutare la prevenzione o ridurre il rischio di attacchi in chi l’ha già contratta”, spiega la dottoressa Sandra D. Cassard, della John Hopkins University. “Ora dobbiamo indagare meglio sulle abitudini precedenti alla malattia per capire se le differenze nutrizionali identificate nello studio sono effettivamente una causa della sclerosi multipla oppure l’ennesimo effetto della patologia”.

Solo nostro paese si registrano circa 2000 casi l’anno, di pazienti colpiti da sclerosi multipla. In prevalenza donne, tra 20 e 40 anni d’età. Per l’8 marzo, festa della donna, la AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) sta organizzando una raccolta fondi destinata alla ricerca e abbinata, come sempre, ad una pianta di gardenia da acquistare.

L’associazione AISM è una ONLUS (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale) che da quarant’anni opera su tutto il territorio italiano con i suoi volontari, impegnati a diffondere una corretta informazione sulla malattia, sensibilizzare l’opinione pubblica, promuovere ed erogare servizi socio-sanitari adeguati, in ogni situazione in cui il servizio pubblico non arriva.