Condire i cibi con troppo sale può favorire l’insorgere di una terribile malattia come la sclerosi multipla, almeno stando all’allarme lanciato durante un congresso Actrimes-Ectrims tenutosi a Boston. Ricordiamo che questa patologia colpisce il sistema nervoso centrale ed è una malattia autoimmune cronica demielinizzante (la guaina mielinica è una struttura che avvolge gli assoni dei neuroni dei Vertebrati, formando la fibra nervosa).

L’abuso di sale dunque, non porterebbe solo tutti quei problemi che ci sono già noti - ipertensione, cardiopatie, problemi vascolari come ritenzione idrica, edema, varici, cellulite – ma contribuirebbe anche a favorire lo sviluppo della sclerosi multipla. Ovviamente uno dei fattori principali che può far insorgere la malattia è la predisposizione genetica ma questa da sola non basta, devono esserci altri fattori (ad esempio quelli ambientali) a stimolare lo sviluppo della patologia.

E qui entra in gioco proprio il sale, che negli ultimi anni sarebbe entrato nelle ricerche sulle malattie autoimmuni come possibile concausa scatenante. La correlazione si è riscontrata soprattutto nel diabete di tipo 1 e nelle varie malattie infiammatorie dell’intestino. Per quanto riguarda la sclerosi, invece, il sale fungerebbe da interruttore molecolare in grado di attivare una produzione a dosi eccessivi di linfociti del tipo T helper (Th17) che a loro volta generano l’interleuchina 17, una proteina infiammatoria che ha un ruolo fondamentale nell’innesco del processo che conduce poi allo sviluppo della sclerosi, dato che altera la funzione dei linfociti T regolatori.

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