Continua la forte azione di supporto alla scienza e alla tecnologia di Google. Il colosso della Silicon Valley ha lanciato, in collaborazione con il Cern, Lego, National Geographic e Scientific American, la seconda edizione di Google Science Fair, la più grande competizione scientifica online aperta a studenti di tutto il mondo, di età comprese fra 13 e 18 anni. “Noi crediamo in questo progetto di sostegno alla scienza che riteniamo sia fattore sostanziale di sviluppo economico di un Paese” spiega all’Adnkronos il Direttore Comunicazione e Public Affairs di Google Italia, Simona Panseri.

COS’E’ LA GOOGLE SCIENCE FAIR?
In particolare, sia individualmente, sia in squadre di tre persone al massimo, gli studenti dovranno individuare una domanda di carattere scientifico-tecnologico, sviluppare un’ipotesi e condurre esperimenti scientifici per testarla. Nell’edizione 2011 della competizione promossa da Google hanno partecipato oltre 10mila studenti di 90 Paesi e sono stati presentati oltre 7.500 progetti. La Google Science Fair è cominciata il 12 gennaio in tutto il mondo ed i progetti potranno essere presentati fino a domenica 1 aprile alle ore 11,59 Gmt. L’intero processo deve essere descritto in dettaglio e presentato online, tramite un modello disponibile nel sito web della Google Science Fair. Curiosità, connessione a Internet e un browser sono le ‘armi’ per competere.

CHI VALUTA I PROGETTI
A valutare i progetti sarà una commissione che vede la presenza di numerosi Premi Nobel e molte sono le novità introdotte dal colosso della Silicon Valley per questa seconda edizione. Google Science Fair si presenta infatti ancora più globale della sua prima uscita perché quest’anno i progetti possono essere presentati non più solo in inglese ma in 13 lingue: arabo, cinese, olandese, inglese, francese, tedesco, ebraico, italiano, giapponese, coreano, polacco, spagnolo e russo. Tra le novità di quest’anno arriva anche una nuova categoria, il premio Scientific American Science in Action.

L’AMBIENTE E L’UTILITA’ SOCIALE IN PRIMO PIANO
“Siamo stati talmente inspirati dal progetto della finalista Harine Ravichandran dello scorso anno, che ha cercato di risolvere il problema dei picchi di energia elettrica nei villaggi rurali, che -afferma Cristin Frodella del Team Education di Google- abbiamo deciso di premiare anche un progetto eccezionale che indirizzi una problematica sociale, ambientale o sanitaria e sia in grado di fare la differenza nella vita di una comunità, proprio come è il progetto di Harine ha fatto per il villaggio dei nonni in India”. Curiosità scientifica ma non solo. Ai progetti vincitori andranno una borsa di studio da 50.000 dollari offerta da Google.

CHI VINCE VA ALLE GALAPAGOS CON UN ESPLORATORE DEL NATIONAL GEOGRAPHIC
Tra i premi anche un viaggio di 10 giorni alle Isole Galapagos con un esploratore del National Geographic o un tirocinio in Google o presso uno dei nostri partner. Il vincitore del premio Scientific American Science in Action si aggiudicherà 50.000 dollari e il supporto di un mentore per un anno per trasformare il suo progetto in realtà. Nella competizione 2012, inoltre, saranno premiati 90 finalisti regionali, 30 dalle Americhe, 30 dalla regione Asia-Pacifico e 30 dall’area Europa-Medio Oriente-Africa. Da questa rosa di 90 ragazzi, che sarà annunciata il 1 aprile, “i nostri giudici -aggiunge Frodella- selezioneranno i 15 finalisti, che voleranno in California a Mountain View, nel quartier generale di Google, per prendere parte all’evento finale della Google Science Fair che si terrà il 23 luglio prossimo”.

LE CATEGORIE
Alle finali, una giuria eminente selezionerà i vincitori per ogni categoria di età che va da 13-14 anni, 15-16 anni e 17-18 anni”. I vincitori della prima edizione sono diventati una sorta di ‘rock star’ della scienza. Shree Bose, Naomi Shah e Lauren Hodge hanno incontrato il presidente Usa, Barack Obama, hanno partecipato a Ted Women e su di loro sono stati scritti articoli nella rivista Wired. Shree, la vincitrice del primo premio, è stata descritta da ‘Glamour’ come una delle 21 Amazing Young Women of the Year. Ma non solo. “Ogni studente che ha partecipato -conclude Frodella- ha la possibilità di svolgere ricerca pratica con il potenziale di cambiare veramente il mondo”.