La schizofrenia è una malattia con una forte componente ereditaria. Nei gemelli omozigoti, se la malattia ne interessa uno, vi è il 50% delle probabilità che ne sia interessato anche l’altro. Il rischio diminuisce quanto meno stretto è il grado di parentela. La predisposizione alla schizofrenia è legata a particolari geni e pertanto può trasmettersi nelle linee di discendenza. I problemi psicologici dipendono però, in buona parte, anche dalle dinamiche famigliari. Infatti, per formulare la diagnosi, il medico raccoglie elementi parlando con il paziente ma, possibilmente, anche con parenti stretti o con amici. Per avviare le terapie farmacologiche, di solito è poi necessario il ricovero ospedaliero.

Ecco perché è bene sapere cosa si può fare per aiutare una persona schizofrenica all’interno della famiglia per supportare correttamente la terapia medica convenzionale e l’assunzione di farmaci antipsicotici.

CONSIGLI PER LA PERSONA AFFETTA DA SCHIZOFRENIA

Questi consigli sono validi fintantoché la persona affetta da schizofrenia abbia già intrapreso una terapia efficace:

  • Parlare della propria condizione con i famigliari, gli amici, il datore di lavoro e i colleghi, cercando di ottenere da loro un sostegno equilibrato: non attenzioni eccessive, ma neppure un distacco che faccia sentire isolati.
  • Non porsi sotto stress cercando di fare troppe cose, e al contempo evitare le attività noiose in cui non si trova alcuna soddisfazione: cercare di dedicarsi ad attività indicate per il proprio temperamento e i propri gusti.
  • Identificare le situazioni che causano stress e chiedere agli amici e ai famigliari di trovare il modo di gestirle.
  • Partecipare a un gruppo di auto-aiuto che possa dare sostegno al paziente ma anche ai famigliari.

IL SUPPORTO EMOTIVO E PRATICO

Il supporto è un aspetto fondamentale della cura di lungo termine del paziente schizofrenico. Esiste una gamma di servizi disponibili come help-line, gruppi di auto-aiuto, associazioni di volontariato che possono offrire supporto per i problemi relativi al lavoro e agli aspetti economici, assistenza a domicilio e sostegno ai familiari che devono imparare a convivere  con le esigenze del malato e a favorirne la guarigione.

I FARMACI ANTIPSICOTICI

I farmaci utilizzati per la cura della schizofrenia sono gli antipsicotici che controllano i sintomi bloccando l’azione del neurotrasmettitore dopamina. Occorrono fino a tre mesi perché diano risultati evidenti. Gi antsipsicotci comprendono i seguenti gruppi di farmaci: fenotiazine (clorpromazina), butirrofenoni (aloperidolo) e tioxantine (flupentixolo). Se il malato ha problemi a ricordare di assumere il farmaco, lo si può anche somministrare in forma di iniezione intramuscolare ogni 1-5 settimane. In alcuni casi, la terapia farmacologica è accompagnata dalla terapia cognitivo-comportamentale, utile soprattutto in casi di delirio.

Vedremo prossimamente quali sono le terapie alternative utili in caso di schizofrenia.