Siete rientrati dalle vacanze determinati a liberarvi una volta per tutte di quei cuscinetti di grasso che vi portate appresso da tempo e che hanno approfittato di cene e cenoni per lievitare ulteriormente? Bene, anche se sappiamo che i buoni propositi vanno messi in pratica al più presto, vi consigliamo una pausa di riflessione per fare la scelta giusta. E intanto facciamo il punto sulle novità in fatto di dimagrimento.

Di diete ne nascono in continuazione e tutte promettono miracoli e raccolgono proseliti. Almeno finché non passa la moda e non arriva la dieta successiva, ancora più miracolosa e seguita. E intanto, curiosamente, le popolazioni dei paesi più ricchi continuano a diventare sempre più grasse, con percentuali di individui in sovrappeso o obesi ogni anno più elevate.

Con questo non vogliamo dire che le diete non funzionano. Tanto più che sarebbe inutile e, almeno in parte, anche inesatto. Però bisogna considerare che il regime dimagrante è solo uno strumento: la questione quindi è scegliere quello più adatto al proprio caso e utilizzarlo in modo corretto,  facendo poi quanto possibile per ridurne gli effetti collaterali.

Perché nel breve periodo tutte le diete a riduzione calorica ottengono dei risultati. Il problema sempre più evidente, però, è che questi risultati non sono quasi mai permanenti. Tanto da indurre il sospetto che proprio le diete siano la causa della tendenza a ingrassare. Se i chili da smaltire non sono molti quindi, meglio armarsi di pazienza e puntare su piccoli correttivi che migliorino la qualità della dieta e dello stile di vita.

Un’alimentazione equilibrata resta il modo migliore per tenersi in forma e smaltire, in modo naturale, i chili accumulati. L’ultima indicazione in ordine di tempo è l’Iqd, indice di qualità della dieta (scopri cos’è l’Iqdche segnala come il consumo di fibre attenui gli effetti negativi dei cibi più ingrassanti, anche a prescindere dalle calorie.

E intanto si scopre che il nostro organismo non ci sta a farsi ingannare da cibi e bevande edulcorati e molte ricerche stanno accumulando prove contro i dolcificanti (clicca per sapere cosa è emerso). È come se ricevendo cibi dolci e non riuscendo a trarne nutrimento il nostro organismo si allarmasse e cominciasse a migliorare le sue capacità di assimilazione degli zuccheri. E vien da chiedersi se lo stesso non possa accadere anche coi cibi fat free. L’uso di questi alimenti manderebbe in tilt i meccanismi di autoregolazione del peso, rendendo immane lo sforzo di volontà necessario per controllare il desiderio di cibo.

Proprio su questo tema sono da segnalare le teorie del dottor Galland che avrebbe individuato nell’infiammazione cronica e sub sintomatica una delle cause del malfunzionamento di questi meccanismi e che propone una dieta non dieta interessante proprio per chi tende facilmente a riacquistare i chili persi (qui puoi saperne di più).

C’è poi chi sostiene che i regimi più rigidi e iper proteici portano a un’alterazione della mucosa intestinale e che quindi lascino per conseguenza una difficoltà di assorbimento di alcuni elementi essenziali e che proprio questo faccia aumentare smodatamente l’appetito. Inoltre, appesantendo fegato e reni, queste diete renderebbero meno efficace sul lungo periodo il metabolismo dei grassi e l’espulsione dei cataboliti (prodotti di scarto tossici normalmente espulsi con le urine).

Per spezzare il circolo vizioso ci vorrebbe quindi una dieta disintossicante accompagnata a qualche pratica di purificazione profonda, per poi passare a una dieta equilibrata e ricca di fibre. Ma se i chili da perdere sono parecchi e la voglia di ottenere risultati rapidi maggiore di qualunque considerazione salutistica, nulla vieta che prima della purificazione si proceda a smaltire il grosso con una delle diete in voga, almeno se si dispone di un buono stato di salute.

Ne segnaliamo alcune a partire dalla Weight Watchers (scopri come funziona) che è ancora tra la meglio considerate dagli esperti (leggi le classifiche). Seguono l’ultima nata Dieta del supermetabolismo (guarda come è strutturata) e la 5/2 (scoprila qui) per restare su quelle più recenti. Se invece siete dei nostalgici, c’è la sempre più criticata ma intramontata  Dukan (leggi qui per saperne di più) che come tutte le diete che inducono chetosi è assolutamente sconsigliata a chi soffre di diabete e altri problemi metabolici, proprio perché volutamente sbilanciata. Si tratta di una dieta a fasi ed è fondamentale seguire scrupolosamente quella di consolidamento per tutto il tempo necessario: 10 giorni per ogni chilo di peso perso.

Chi è poco costante potrà ottenere risultati analoghi con le diete da farmacia (Tisanoreica e Energy Diet di Mességué) che hanno il difetto di essere piuttosto costose, ma hanno durata massima di un mese e mezzo o poco più, fase di stabilizzazione inclusa, e consentono di smaltire fino a 8 chili e più ogni volta (si possono ripetute a intervalli). Si tratta anche in questo caso di diete chetogeniche, proteiche e ipocaloriche, ma rese più rapide dall’azione sinergica di preparati d’erboristeria che tra l’altro hanno anche lo scopo di proteggere fegato e reni, almeno in parte, dallo stress della dieta (leggi come funzionano).

Riassumendo: se avete pochi chili da perdere e non tendete a ingrassare facilmente cercate di mantenere il vostro equilibrio evitando le diete, ma limitatevi a piccoli correttivi (qui trovi qualche consiglio) per il tempo strettamente necessario o prendete qualche buona abitudine a tempo indeterminato. Se la situazione vi e sfuggita di mano, invece, i casi sono due: siete disposti a cambiare radicalmente stile alimentare e mantenerlo per sempre o volete smaltire i chili presi e tornare felicemente alle vostre abitudini?

Nel primo caso potete puntare sulla dieta Dash (scoprila qui), sulla dieta Mediterranea (guarda cosa prescrive) o, al limite sulla Dieta Zona  (qui per saperne di più) che si basa sul controllo degli ormoni responsabili di assimilazione e smaltimento dei grassi. Ovviamente vanno bene anche le diete vegetariane, macrobiotiche o vegane, ma qui entriamo in un altro campo. Altrimenti scegliete pure una classica dieta dimagrante, ce ne sono tante dalle sempre verdi Zona e  Weight Watchers alle già citate new entry, al limite anche la famigerata Dukan, ma consideratela solo una prima fase, da far seguire da un periodo di purificazione e da una dieta antinfiammatoria in modo da normalizzare il più possibile i sistemi di autoregolazione del peso.

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