La scarlattina, conosciuta anche come febbre scarlatta o seconda malattia, è una malattia infettiva esantemica – ovvero con sfogo cutaneo – causata dall’esotossina pirogena prodotta da particolari ceppi di Streptococcus pyogenes, gli streptococchi beta-emolitici di gruppo A. La stessa ha un picco d’incidenza nel tardo autunno/inverno e primavera e si sviluppa in genere nell’età pediatrica tra i bambini e ragazzi dai 4 agli 8 anni, ma non è escluso che possa colpire anche individui otre i 10 anni di età e gli adulti non ancora contagiati, che quindi non hanno sviluppato gli anticorpi legati alla malattia.

Cause

Rispetto alle altre malattie tipiche dei bambini – come il morbillo, la varicella, rosolia e orecchioni – la scarlattina è l’unica malattia ad essere causata da un batterio. Come già precisato, la scarlattina è causata da una particolare tossina pirogena prodotta dagli Streptococchi beta-emolitici di gruppo A, e viene trasmessa attraverso le vie aeree – tramite un contatto con muco o saliva dell’individuo infetto -, per contatto cutaneo entrando in contatto anche con altri oggetti come libri e giochi, posate e bicchieri, entrati in contatto con un individuo malato.

Luoghi pubblici come i luoghi della scuola, anche in mensa, ma anche centri sportivi, possono essere crucial per contrarre la malattia e un semplice colpo di tosse o una semplice chiacchierata basterebbero per essere contagiati, diventando infettivi fino a tre giorni prima dello sviluppo dei sintomi. Dopodiché, quando questi ultimi compariranno saranno simili a quelli di una faringite streptococcica, con febbre elevata fino ai 40° ma anche vomito, mal di gola, cefalea e dolori addominali. Si svilupperanno poi delle macchioline pruriginose che partiranno da alcuni arti (inguine, ascelle e collo) per estendersi poi entro le 24 ore seguenti su tutta l’intera superficie cutanea, dal petto, fino a gomiti e schiena, fatta eccezione per il palmo delle mani, pianta dei piedi e l’area intorno alla bocca, naso e mento, ma raggiungendo la sua espressione più evidente in un’infiammazione della faringe con senso di costrizione alla gola e fastidi nella deglutizione.  L’esantema va ad attenuarsi in 3-4 giorni seguito dalla desquamazione. Un altro segno che può contraddistinguere la malattia è una lingua coperta di una patina bianca giallastra che, desquamandosi – come altre parti del corpo – diventa di colore rosso con dei “puntini”, ovvero le papille ingrossate, tanto da essere chiamata lingua a fragola, dato che ricorda proprio il frutto.

Rimedi

Ad oggi, nonostante le numerose ricerche, non esisterebbe ancora un vaccino che vada a prevenire il contagio da scarlattina, per cui l’unico metodo per evitare di entrare in contatto con la malattia è quella di tenersi lontani da individui contagiati, oppure potenziando le proprie difese immunitarie.

Dopo delle diagnosi opportune – per la quale possono essere effettuati anche test rapidi o di tampone faringeo – la prognosi va dalle due alle tre settimane e, se la malattia viene curata in maniera corretta, attraverso l’assunzione di antibiotici specifici per l’infezione da streptococco (con penicillina – o se il paziente è allergico con clindamicina o eritromicina -, benzatina, amoxicillina, cefalosporina), non dovrebbero sorgere complicanze. Se così non fosse, può verificarsi della febbre reumatica o reumatismo articolare acuto e una glomerulo nefrite acuta. Una cura tempestiva quindi, attraverso la precoce assunzione di antibiotici, può evitare l’insorgere delle complicanze esplicate, comportandosi come qualsiasi faringite a streptococco beta emolitico di gruppo A.

In ogni caso, è importante mantenersi idratati durante la malattia e viene consigliata la somministrazione di antipiretici (tachipirina) ed analgesici per alleviare febbre e mal di gola. Per quanto riguarda la tossina dello Streptococco sono noti tre diversi tipi, per questo motivo sono note ricadute nella malattia se l’individuo viene infettato da un ceppo con tossina differente rispetto a quella alla quale era stato già esposto, e di conseguenza, immunizzato.

Per quanto riguarda la scarlattina nei bambini, secondo la legge italiana possono essere riammessi a scuola solamente due giorni dopo (48 ore) dall’inizio della terapia con antibiotici. Per la gravidanza invece non sarebbero state evidenziate concrete pericolosità della malattia sia per la donna gravida, che per il feto. Se però la malattia è in corso quando nasce il neonato può esserci la possibilità che questo ne venga contagiato, ma in ogni caso non c’è da preoccuparsi perché il medico provvederà alle cure regolari.

Quando rivolgersi dal dottore

In ogni caso prima di prendere decisioni di propria iniziativa bisogna consultare immediatamente – sin dai primi sintomi – il proprio medico curante, il quale saprà sicuramente capire se l’individuo è veramente infetto dalla malattia, applicando al paziente il tampone faringeo che rileverà eventuali batteri presenti, prescrivendo così la terapia antibiotica adeguata. In alcun caso vanno prese alla lettera ciò che è stato scritto, in quanto si tratta di informazioni meramente indicative.

photo credit: Alex E. Proimos via photopin cc