La base fondamentale per ogni detersivo autoprodotto è il sapone tipo Marsiglia. Se lo volete liquido potete cimentarvi con la potassa caustica (idrossido di potassio). Ammesso che riusciate a trovarla in vendita in qualche farmacia, la lavorazione non è comunque delle più semplici. Molto più rapido è invece la produzione del sapone solido tipo Marsiglia, che può comunque essere sciolto in un secondo momento. Vediamo come prepararlo.

IL SAPONE DI MARSIGLIA FATTO IN CASA: QUALI MATERIE PRIME?

Come anticipato poc’anzi, per questa ricetta non useremo la potassa caustica, ma la soda caustica (idrossido di sodio). E’ ricavata dal sale marino in soluzione, per elettrolisi, con un procedimento molto efficace, in quanto si può ottenere contemporaneamente anche cloro. In sé è una sostanza pericolosa, in quanto altamente corrosiva. Può danneggiare le tubature se utilizzata pura. Se la si impiega, però, con le debite precauzioni, nella reazione chimica di saponificazione si trasforma completamente, superando tutti i problemi di “sicurezza”. La si trova nei supermercati specializzati in detersivi e cosmetici. Diffidati dai colorifici e dalle ferramenta che vi dicono che è illegale. Una volta procurata la soda caustica serve un grasso. Se non volete essere perseguitati da un puzzo pungente e acido, evitate di usare il grasso di bue o maiale. E’ un materiale di scarto dell’industria zootecnica. E’ di scarto, e quindi può essere recuperato aziché buttato, ma considerate che fa parte di un sistema che sfrutta gli animali, consuma risorse e inquina molto. L’ideale sarebbe recuperare l’olio vecchio di qualche anno da un produttore di olive italiano. Non è più buono per condire l’insalata, ma è perfetto per la saponificazione, soprattutto se gli ulivi non hanno ricevuto trattamenti chimici.

STRUMENTI E MATERIALI

Tutti i materiali usati per la saponificazione possono essere facilmente lavati, salvo altra indicazione. E’ comunque preferibile usare strumenti dedicati:

  • 2 contenitori dai bordi alti resistenti al calore, di acciaio Inox oppure in vetro Pirex (assolutamente vietati alluminio e ghisa); un contenitore deve essere più ampio dell’altro
  • 1 termometro che misuri dai -10°C ai 110°C
  • 1 contenitore di recupero tipo bicchierone di plastica per pesare la soda caustica (poi è meglio buttarlo)
  • 1 cucchiaio col manico lungo (se di legno, col tempo si rovina)
  • 1 frullatore ad immersione
  • 1 bilancia digitale
  • carta da giornale
  • guanti
  • mascherina
  • grembiule
  • calcolatrice
  • foglietto e matita
  • contenitori di plastica con il coperchio oppure un contenitore di recupero in Tetrapak con l’interno in plastica, in cui mettere il sapone per 24 ore
  • 1 coperta vecchia.

COME SI PREPARA IL SAPONE MARSIGLIA

Questo procedimento è quello chiamato “a freddo”.

1) Determinate le quantità degli ingredienti

Indossate il grembiule, i guanti e la mascherina. Pesate l’olio di oliva. Ogni grasso ha un suo coefficiente di saponificazione: ciò significa che per trasformare in sapone una certa quantità di olio occorre una precisa quantità di soda caustica, che cambia a seconda del tipo di grasso utilizzato. Il peso in grammi dell’olio moltiplicato per il coefficiente di saponificazione dell’olio di oliva dà il peso in grammi della soda caustica:

Quantità di soda caustica necessaria = peso dell’olio di oliva X 0,134

Pesate infine anche l’acqua, che deve essere 1/3 del peso dell’olio.

2) Unite la soda caustica all’acqua

Aprite una finestra e mettetevi lì vicino con il contenitore dell’acqua. Versateci dentro la soda caustica e mescolate finché non è sciolta. E’ fondamentale non fare mai viceversa, ovvero mettere l’acqua nella soda caustica. State lontani per evitare di respirare i fumi irritanti che si sprigionano nel corso della reazione chimica. La temperatura si alzerà fino a circa 90°C. Aspettate che la temperatura scenda a circa 45°C (potete mettere la pentola in un contenitore di acqua fredda, da sostituire quando si sarà intiepidita).

3) Unite l’olio

Mentre il composto si raffredda, scaldate l’olio a circa 45°C. Quando entrambi i liquidi hanno una temperatura di 45°C, versate la miscela di acqua e soda caustica nell’olio (non fate mai viceversa!). Mescolate molto rapidamente (è più veloce con un frullatore ad immersione) fino a che il sapone non raggiunge la fase detta “di nastro”: la consistenza è molto più densa, il colore più chiaro e rimangono dei segni in superficie se si fa colare il liquido dall’alto.

4) Versate il composto negli stampi

A questo punto si può versare il composto negli stampi perché solidifichi. Possono essere dei contenitori di plastica di recupero, o ancora meglio delle confezioni in Tetrapak, con l’interno in plastica. Fate colare bene la miscela e lasciate seccare. Non buttate i pezzetti di sapone che si staccheranno dai bordi: potranno essere riutilizzati per farne dei detersivi.

5) Mettete il sapone a stagionare

Tenete il sapone negli stampi, avvolto da una coperta, almeno per 24 ore. Se è abbastanza solido e non appiccica, toglietelo dagli stampi (meglio se lo fate con i guanti), tagliatelo in pezzi e mettetelo a stagionare per almeno un mese (meglio due) in un luogo secco, arieggiato e non colpito dalla luce diretta del sole.