Passi avanti per la sanità: all’ospedale Molinette di Torino è arrivata la Tac rivoluzionaria che permetterà i ridurre del 90% le radiazioni emanate, ottenendo inoltre una diagnosi alquanto rapida.

L’apparecchiatura TC Revolution è stata installata nella Radiologia universitaria dell’ospedale situato nella Città della Salute torinese: questa risulta essere la seconda su tutto il territorio della penisola, in quanto la prima è stata installata a Milano, presso un centro in cui vengono eseguiti esclusivamente degli esami del cuore.

Nella struttura torinese, invece, il macchinario verrà adoperato per studiare tutto il corpo e trovare ogni tipo di patologia: lo stesso possiede inoltre due caratteristiche peculiari che lo rendono superiore rispetto a qualsiasi altra apparecchiatura adoperata per gli stessi fini. Oltre al miglioramento dei risultati della diagnosi la TC Revolution è in grado di fornire anche “una importante riduzione della dose di radiazioni ionizzanti per il paziente fino a ben il 90% in meno rispetto alle apparecchiature tradizionali.

Il miglioramento del risultato diagnostico, si legge nel comunicato della struttura, “si è ottenuto essenzialmente portando lo spessore dello strato acquisito in una unica rotazione dai 4 cm delle macchine tradizionali a 16 cm senza perdita del potere di risoluzione. Questo significa che un intero organo (come il cuore, il fegato o i reni) viene studiato nel tempo brevissimo (0,28 sec) di una sola rotazione, annullando qualsiasi ‘artefatto’ da movimento”.

Caratteristiche che permetterebbero di studiare le arterie coronarie “ampliando molto le indicazioni alla coronaro-TC nei confronti della coronarografia tradizionale che dovrebbe essere utilizzata in prima istanza solo in urgenza o in tutti i pazienti ad alto rischio, nei quali vi sono molte probabilità di dover intervenire con l’inserimento di uno stent”.

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Il macchinario è costato un milione e mezzo di euro e la sua acquisizione è stata effettuata grazie al fondamentale – quanto cospicuo – contributo della Compagnia di San Paolo pari a un milione e duecento mila euro, mentre la restante somma – quindi trecento mila euro – è stata finanziata dalla stessa Città della Salute di Torino.

Presso la Città della Salute e della Scienza di Torino vengono trattati diversi pazienti dalle più complesse patologie e grazie alla Revolution si potranno ottenere delle diagnosi sempre più precoci e precise, senza contare anche una minor dose delle radiazioni emanate: l’obiettivo più importante per la struttura, conclude il comunicato, è quello “di divenire un Centro di riferimento non solo per l’Italia, ma anche per l’Europa per stabilire le modalità di studio degli altri organi al di là del cuore, soprattutto del fegato o dei vasi”.