La sanità lombarda ha i ritmi di una tartaruga: Il record di attesa è per un controllo oculistico al Fatebenefratelli, per cui occorrerebbero 252 giorni, mentre per una radiografia al femore bisogna aspettare anche 70 giorni.

Altri momenti critici sono quelli per le prime visite: i milanesi devono infatti armarsi di tanta pazienza prima di riuscire a sottoporsi ad un primo controllo cardiologico, o ad una prima visita di medicina riabilitativa o di dermatologia.

Le attese troppo lunghe riguardano anche i controlli urgenti. Ossia quelli prescritti dal medico di base, attraverso la ricetta con bollino verde che, in teoria, dovrebbe garantire al paziente un controllo nel giro di 72 ore.

Per capire dove aumentare le prestazioni, si è pensato di mappare il territorio con l’obiettivo di ridurre il numero dei pazienti in coda. È il nuovo progetto sugli ambulatori a cui sta lavorando l’assessorato alla Salute della Regione Lombardia, che prevede l’aumento di visite ed esami per evitare che a settembre gli ospedali “chiudano” le agende a nuovi appuntamenti e rimandino di tre-quattro mesi le prestazioni non urgenti. L’idea sarebbe quella di chiedere ad Asl e ospedali di fare le nuove prestazioni in più, soprattutto in orario serale, come già avvenuto con l’operazione “Ambulatori aperti”.

Ad aprile l’Asl ha previsto degli incentivi economici destinati a chi, tramite percorsi ad hoc, sarà in grado di aumentare il numero delle prime visite, facendo calare i tempi di attesa.

LEGGI ANCHE:

Sanità all’estero: come comportarsi

Scandalo sanità

Exposanità

photo credit: lindacq via photopin cc