Nel 41% delle famiglie italiane almeno un componente ha dovuto rinunciare alle cure sanitarie per via delle lunghe liste di attesa della sanità pubblica e dei costi elevati di quella privata: questo quanto emerso dall’indagine svolta dal Censis e dalle ricerche delle associazioni dei consumatori “Bilancio di sostenibilità del welfare italiano“, realizzate per il Forum Ania-Consumatori.

Secondo il Censis il 56% degli italiani dichiara che la copertura dello stato sociale si sarebbe ridotta pagando con i propri soldi molte delle spese che in precedenza venivano coperte dal sistema di welfare nazionale: in Italia i cittadini mettono mano al portafogli per il 18% della spesa totale – per un totale di circa 500 euro pro capite all’anno -, contro i 7% in Francia e il 9% in Inghilterra. Come se non bastasse, per via delle lunghe viste di attesa nel settore sanitario pubblico e dei costi troppo elevati – e per questo non accessibili a tutti – di quello privato sarebbero più di due su cinque le famiglie in cui almeno una persona avrebbe dovuto rinunciare a una prestazione sanitaria.

Inoltre ci sarebbero più do 3 milioni di italiani non autosufficienti che necessitano di assistenza oltre a 1,3 milioni di “badanti” con una spesa per le famiglie che ammonta a circa 10 miliardi l’anno.

Le indagini fatte dimostrano che il sistema attuale di welfare è inadeguato alle reali esigenze dei cittadini.” afferma il presidente Forum Ania-Consumatori Pier Ugo Andreini “Ne è un chiaro esempio il fatto che gli italiani pagano di tasca propria le spese sanitarie in misura doppia rispetto ai francesi e agli inglesi. Siamo convinti che gli assicuratori possano rendere più efficiente questa spesa e i consumatori possano rendere i cittadini sempre più consapevoli e informati“.

A fronte della situazione, assicuratori e consumatori hanno riunito otto proposte per rendere il sistema di welfare più efficiente ed equo: a partire dal fornire a ogni cittadino un’informazione trasparente, semplice e completa sulla situazione pensionistica e sulle prestazioni attese.

Un altro punto riguarda la lotta al fenomeno delle liste d’attesa, ma non manca anche il problema della non autosufficienza in tarda età: il 78% degli italiani sarebbe infatti favorevole a un’assicurazione contro questa situazione.

Tra le proposte viene sottolineata anche l’importanza di un quadro di regole che siano chiare e uniformi per le forme sanitarie integrative, sia la necessità di incentivare lo sviluppo di sistemi mutualistici e, per finire, un sistema equo e sostenibile non può prescindere da una politica fiscale che sia realmente “prowelfare” e che risulti positiva per i conti pubblici in un periodo medio-lungo.

Il welfare italiano sta cambiando – dichiara Giuseppe De Rita, presidente del Censis – e le famiglie rispondono con processi di adattamento che includono una forte esposizione finanziaria, anche con fenomeni di rinuncia alle prestazioni. Questo cambio del welfare è problematico e non ci saranno grandi riforme. Ciò di cui c’è bisogno è che la famiglia ritrovi quella percezione di fiducia essenziale per fare sviluppo“.