Complice la crisi, sempre più italiani si ritrovano a lasciare l’Italia per dei soggiorni – più o meno lunghi – all’estero, spesso in qualche altro paese dell’Unione Europea: chi per una vacanza low cost, chi per studio, chi per trovare nuove opportunità di lavoro… e anche chi per andare a vivere in un Paese dove è possibile campare con la pensione che prende. Partire informati, però, dovrebbe essere il presupposto per qualsiasi viaggio oltre confine, specialmente per quanto riguarda la salute.

Sapete che cosa fare in caso di malessere o di incidente? Sapete quali spese dovrete sostenere e quali no? Sapete a chi rivolgervi? Se la risposta è “no” o se avete qualche dubbio, continuate a leggere.

CURE E ASSISTENZA SANITARIA ALL’ESTERO

L’assistenza sanitaria (medicina generale, specialistica, farmaceutica e ospedaliera) al cittadino che si reca per turismo, studio o lavoro in un Paese dell’Unione Europea è garantita attraverso la TEAM (Tessera Europea di Assicurazione Malattia) che è visibile sul retro della CRS (Carta Regionale dei Servizi). In caso di emergenza, quando vi trovate all’estero avrete diritto all’assistenza medica e sanitaria semplicemente presentandola all’ospedale o all’ambulatorio in cui vi recate.

PENSIONATI ALL’ESTERO

Per la copertura assistenziale nei casi di distacco per i motivi di lavoro, pensionati che si trasferiscono in ambito UE, familiari di lavoratori italiani che risiedono in un altro Paese UE, l’ASL rilascia una apposita modulistica (E 106, E 109, E 121).

E SE VOGLIO FARMI OPERARE ALL’ESTERO?

In caso di cure e ricoveri di alta specializzazione all’estero, sia in Europa che in Paesi non convenzionati, e non effettuabili in Italia, il cittadino deve chiedere preventiva autorizzazione al proprio Distretto Sociosanitario di residenza, presentando la relazione di un medico specialista per la patologia.

Per qualsiasi informazione, potete comunque rivolgervi  al Distretto Sociosanitario di appartenenza, oppure visitare il sito web regionale del CRS.