Il sambuco (nome scientifico Sambucus Nigra) è una pianta arbustiva appartenente alla famiglia delle Caprifoliaceae e largamente diffusa in tutto il continente europeo. I fiori, molto profumati e di colore bianco, fanno la loro comparsa in primavera,  mentre tra agosto e settembre giungono a maturazione i frutti, piccole bacche succose, dal colore nero/violaceo.

Le parti della pinta utilizzate a fini terapeutici sono foglie, bacche, corteccia e soprattutto i fiori. In essi possiamo trovare: flavonoidi, acidi grassi; olio essenziale; saponine; triterpeni; mucillagini; polifenoli; glucosidi; colina; alcaloidi; tannini; sali minerali (potassio, calcio, sodio, fosforo, ferro, magnesio, rame, zinco) e vitamine (A, gruppo B e C).

Le bacche, in particolare, sono ricche di elementi antiossidanti, facendo del sambuco un prezioso alleato del sistema immunitario. I frutti maturi agiscono inoltre da lassativo naturale (interessante, in questo senso, la possibilità di ricavarne gustose marmellate) e hanno proprietà antinevralgiche; vanno tuttavia sempre consumate cotte.

Le foglie e i fiori di sambuco presentano invece proprietà diaforetiche (aumentano la sudorazione diminuendo la temperatura corporea), antinfiammatorie e diuretiche. I fiori essiccati sono consigliati, sotto forma d’infuso, durante gli stati febbrili, malattie legate all’apparato respiratorio, o in caso di artrosi e gotta. E’ altresì possibile utilizzare tale infuso per uso esterno, nel trattamento degli occhi irritati o in caso di orzaiolo (50g di fiori di sambuco in 1l di acqua bollente, da lasciare in infusione per 15 min). Con i fiori di sambuco è inoltre possibile aromatizzare dolci fatti in casa o ricavare sciroppi, da diluire poi in acqua, dall’effetto dissetante (molto diffusi in Tirolo e nei paesi nordici). Foglie e fiori vengono poi sovente impiegati per la preparazione di tisane, utili in caso di asma, tosse, influenza, catarro, sinusiti e raffreddori. Sotto forma di impacchi, l’azione combinata di foglie e fiori di sambuco è invece utile a migliorare la circolazione periferica, limitando la rottura dei capillari, ma anche a dare rapido sollievo a scottature, gambe stanche e articolazioni doloranti. Per quanto riguarda infine la corteccia, questa è apprezzabile per le sue ottime proprietà diuretiche e lassative e può essere impiegata nella cura di nevralgie e cisti.

Essendo il sambuco una pianta parecchio diffusa in Italia, oltre ad acquistarne preparati in erboristeria, è anche possibile procedere autonomamente alla raccolta di fiori e frutti durante piacevoli passeggiate in montagna, nei boschi o sulle rive di corsi d’acqua.  Estremamente importante è tuttavia prestare molta attenzione in questa fase, così da non scambiarlo per il Sambucus ebulus, al contrario, tossico. I tratti distintivi delle due piante possono essere riconosciuti osservando specialmente la struttura della pianta, ma anche fiori e frutti presentano talune differenze. Il Sambuco è infatti un grosso arbusto, che può crescere fino a 7/8 metri; l’ebbio è invece una pianta erbacea perenne che raramente supera i 2 metri e non presenta ramificazioni importanti come quelle del sambuco. Il fusto di quest’ultimo è inoltre dotato di una corteccia grigio-bruna, mentre il “cugino” tossico presenta un semplice fusto centrale verde.

I fiori di sambuco si raccolgono quindi in piena fioritura, tra aprile e maggio; si fanno velocemente seccare al sole e vanno poi riposti in vasetti ben chiusi, dove acquisteranno il caratteristico colore giallastro. Le bacche, invece, vengono raccolte in autunno.