Bella e profumata, la salvia è una delle aromatiche più apprezzate ed utilizzate in cucina. Si tratta di una pianta perenne sempreverde, di origine mediterranea, piuttosto rustica e semplicissima da coltivare, sia in giardino che in vaso. Per avere sempre a portata di mano qualche fogliolina di salvia fresca, la soluzione migliore è quindi quella di avviare una piccola coltivazione domestica: trattandosi di una pianta molto resistente, state pur certi che, a fronte di attenzioni davvero minime, coltivare la salvia in casa vi regalerà grandi soddisfazioni!

Pur essendo caratterizzata da bassa germinabilità, è possibile far nascere piantine di salvia da seme, oppure optare per il trapianto di esemplari già avviati, come quelli che si trovano praticamente in tutti i garden. Nel primo caso, l’operazione può richiedere diverso tempo e il consiglio è sempre quello di abbondare con i semi; nel secondo, invece, non dovrete far altro che scegliere il vaso più adatto predisporre un buon substrato.

La salvia si adatta bene a qualsiasi tipo di terreno, tuttavia predilige un substrato sabbioso e drenante, ideale per far defluire l’acqua in eccesso, al quale potremo aggiungere un fondo di un paio di centimetri di ghiaia o argilla espansa, così da scongiurare il pericolo di ristagni idrici.

Temendo l’eccessiva umidità, ricordate che la salvia necessita di innaffiature solo quando il terremo risulta asciutto al tatto. Nel dubbio, meglio non bagnare la nostra piantina, che mentre ben resiste a brevi periodi di siccità, verrebbe invece danneggiata da un eccessivo quantitativo di acqua.

Per un corretto sviluppo in vaso, si consiglia inoltre di posizionare la salvia in un luogo luminoso e soleggiato, come ad esempio i davanzali di casa. Si tratta infatti di una pianta che predilige i climi caldi e secchi, ama il sole e la luce diretta.

Dopo il trapianto, si suggerisce infine di non raccogliere foglie per una ventina di giorni, così da lasciare alla pianta il tempo di attecchire correttamente e rinforzarsi. Una volta avviata la coltivazione, raccogliere quindi all’occorrenza le foglie di cui abbiamo bisogno, ricordandosi però di tagliarle anziché strapparle.