È risaputo come gli alimenti contenenti troppi zuccheri non fanno altro che nuocere la propria salute, specie quella dei bambini e in particolar modo se la loro quantità è ben superiore di quanto raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS): per questo motivo è iniziata la “guerra” da parte dell’Unione Europea contro i cibi che contengono dosi spropositate di zucchero.

Il Parlamento europeo avrebbe infatti messo un veto su un progetto della stessa Commissione europea che prevedeva, appunto, la messa in commercio di alimenti per bambini che contengono una dose di zucchero decisamente superiore nonostante le raccomandazioni dell’OMS: l’Europarlamento ha infatti bocciato la normativa con 393 voti favorevoli, 305 voti contrari e 12 astensioni.

Specie nei più piccoli, spiega Keith Taylor del gruppo dei Verdi, l’introduzione di esagerate dosi di zuccheri negli alimenti non farebbe altro che contribuire “all’incremento dell’obesità infantile e potrebbe influenzare le preferenze alimentari dei bambini”. Secondo lo stesso, infatti, “in particolare per i neonati e i bambini piccoli, i livelli di zucchero aggiunto dovrebbero essere ridotti al minimo”.

Zuccheri: le raccomandazioni dell’Oms

In precedenza l’Oms aveva raccomandato di limitare l’assunzione di zuccheri a meno del 10% rispetto al consumo totale dell’energia mentre, al contrario, la Commissione europea proponevano una percentuale maggiore, ovvero che gli zuccheri potevano essere assunti fino al 3% dell’apporto calorico degli alimenti per i bambini.

Il livello di zucchero massimo consentito quindi, come spiegato dall’Assemblea di Strasburgo, “dovrebbe essere sostanzialmente ridotto in linea con le raccomandazioni dell’Oms” e inoltre per gli stessi alimenti dovrebbero essere vietate – sempre in via precauzionale – tecnologie come OGM e nanotecnologie, i cui rischi nel lungo termine risultano non essere ancora noti. Dall’Unione Europea viene chiesto di specificare anche, negli alimenti trasformati per bambini, di specificare in maniera chiara nell’etichetta che questi possono non essere adatti ai lattanti al di sotto dei sei mesi.