Un nuovo passo importante è stato fatto per la lotta contro l’Hiv: per la seconda volta in Cina sarebbero stati ottenuti degli embrioni umani modificati resistenti allo stesso virus.

L’esperimento, condotto da un gruppo di studiosi coordinato da Yong Fan dell’università di Guangzhou e pubblicato sul Journal of Assisted Reproduction and Genetics, è stato possibile grazie all’utilizzo di una tecnica particolare, nota come Crispr-Cas9 (o editing genetico), la quale mette in atto una sorta di “taglia e incolla” del Dna, per aggiungere o modificare i geni.

In questo caso il metodo è stato in grado di rendere gli embrioni umani resistenti al virus dell’Hiv grazie all’aggiunta di una mutazione genetica chiamata CCR5 Delta 32: questa, infatti, impedisce al virus di entrare nelle cellule immunitarie (globuli bianchi) e dare così il via al processo che potrebbe trasformare la malattia in Aids.

Durante l’esperimento i ricercatori hanno testato 231 embrioni provenienti da trattamenti per la fecondazione in vitro i quali sono rimasti inutilizzati e non vitali, ovvero che poi non sarebbero mai stati impiantati nell’utero di una donna. Su 26 embrioni trattati, in soli quattro casi questa tecnica è stata definita di successo, andando a distruggere poi tutti gli embrioni.

Una tecnica indubbiamente innovativa, questa, che tuttavia ha sollevato anche in passato non poche discussioni: dopo numerosi dibattiti tramite un documento approvato a Washington lo scorso dicembre, gli esperti hanno dato il via alla modifica del Dna di embrioni umani, ma solo ed esclusivamente quelli destinati alla ricerca.

Non è la prima volta, infatti, che dei ricercatori si trovino a lavorare sulla manipolazione – sperimentale – di embrioni umani: lo scorso anno è successo, infatti, a un altro gruppo di ricercatori cinesi i quali hanno presentato uno studio che trattava la manipolazione di un gene negli ovociti fecondati e responsabile di una malattia del sangue assai grave, la beta-talassemia. Se bene i risultati non fossero quelli sperati lo studio – e anche questo più recente – ha sollevato un dibattito non solo circa la sicurezza ma anche i limiti etici della manipolazione genetica.