Che il sale fa male è un falso mito: quello che fa male è l’eccesso di sale, ma il sale in sé non è un ingrediente dannoso. Cloro e sodio, i suoi componenti, rientrano infatti tra gli elementi costitutivi dell’organismo umano. Il suo consumo eccessivo, tuttavia, è molto frequente: il sale è presente in quasi tutti gli alimenti, in particolare nei prodotti confezionati e da forno, nei formaggi e nei salumi.

LA GIUSTA MISURA CHE FA LA BUONA SALUTE

Una riduzione del sale nella dieta aiuta a prevenire e curare la sindrome premestruale, la cellulite e, assai più importante, l’osteoporosi e l’ipertensione arteriosa. Ma attenzione: in una dieta iposodica non è necessario (né consigliabile) eliminare del tutto il sale; occorre semmai ridurre i prodotti che ne contengono alte dosi. In tal caso si può continuare a salare, con moderazione, i piatti preparati in casa (come pasta, riso e patate), imparando nel contempo a utilizzare spezie ed erbe per insaporire le pietanze, riscoprendo così il piacere del vero gusto dei cibi.

QUANDO IL SALE FA BENE

Il sale è una preziosa fonte di iodio, sostanza presente anche nel pesce, nelle uova e nalla carne, indispensabile per la sintesi di alcuni ormoni. Chi vive lontano dal mare, però, spesso non ne riceve dosi adeguate. Il metodo più efficace per assicurarsene le e quantà è usare il sale marino arricchito di iodio al posto di quo normale.

Dunque niente terrorismo in cucina e piattscialbi: imparate solo ad usare la saliera con moderazione!