La rosolia se contratta in gravidanza può avere complicazioni gravissime per il feto, eppure in Italia solo 4 donne su 10 hanno effettuato il vaccino. A lanciare l’allarme è l’Istituto Superiore di Sanità dalle pagine del suo portale di informazione e prevenzione Epicentro.

L’ISS rivela che una donna su tre in Italia non sa se è protetta contro la rosolia. Una mancanza di consapevolezza che può esporre i nascituri a sordità, cecità, problemi cardiaci e a gravi disfunzioni del sistema nervoso centrale che compromettono le capacità mentali. Nel primo trimestre di gravidanza contrarre il virus della Rosolia, appartenente alla famiglia Rubivirus, può provocare aborto spontaneo, morte intra-uterina o malformazioni del feto.

Gli esperti dell’ISS spiegano che appena il 2% delle donne non vaccinate e con rubeotest negativo è esposta al rischio di contrarre la rosolia in gravidanza. La percentuale potrebbe sembrare bassa, ma l’ISS si affretta a precisare che il quadro è ben più preoccupante perché:

Una quota piuttosto alta, più di una donna su tre (37%), non è a conoscenza del proprio stato immunitario nei confronti della rosolia.

Rosolia, ISS: somministrare vaccino trivalente ai bambini

Le donne meno consapevoli vivono in Calabria, dove ben il 62% della popolazione femminile non è al corrente del suo stato immunitario. La percentuale più bassa si registra invece in Veneto, a quota 28%.

A livello nazionale il 41% delle donne sostiene di aver effettuato il vaccino contro la rosolia. In Calabria la percentuale scende al 21%, mentre in Veneto sale al 65%. A vaccinarsi maggiormente sono le donne di età compresa tra i 18 e i 24 anni, che vantano una percentuale di vaccinate del 57%. Nella fascia tra i 25 e i 34 anni solo il 44% è vaccinata contro la rosolia, mentre nella fascia 35-49 anni la percentuale scende al 34%.

Le donne che si vaccinano di più sono quelle più istruite e le cittadine italiane. L’ISS invita i genitori a vaccinare i figli, sia maschi che femmine, nel secondo anno di vita, effettuando il vaccino trivalente contro morbillo, parotite e rosolia. Il richiamo va effettuato entro i 6 anni.

Anche le adolescenti e le donne non immuni alla rosolia, così come gli operatori infantili o a contatto con pazienti fertili dovrebbero vaccinarsi. La gravidanza va programmata non prima di un mese dalla somministrazione del vaccino. Per sapere se si è immuni occorre effettuare il rubeotest. L’ISS ricorda l’importanza per tutte le donne in età fertile di effettuare il test, perché la rosolia può manifestarsi con un’eruzione cutanea simile alla scarlattina ma può anche passare inosservata.