Una nuova ondata di indignati si prepara a scendere in piazza per manifestare contro il Piano Parcheggi Urbani del comune di Roma. Sono i Pup-indignati, i cittadini in lotta contro il Piano piu’ noto con il nome, appunto, di “Pup”, sigla che da tempo ormai troneggia su striscioni e cartelli affissi lungo le vie e ai balconi degli aderenti alla protesta. A organizzare la protesta che si svolgera’ in piazza del Campidoglio il 6 febbraio, sono il comitato ”No Pup-Indignati” di viale Leonardo da Vinci, il comitato di ”Quartiere Marconi” e il coordinamento ”Salviamo Giulio Agricola”.

CHI SONO I PUP-INDIGNATI?
“A chi ci definisce quattro gatti, vorrei ricordare che abbiamo gia’ raccolto oltre 4.000 firme di cittadini contrari al Pup”, dichiara all’Adnkronos Anna Maria Turnaturi, presidente del no-Pup di viale Giulio Agricola, sottolineando che quella del 6 febbario sara’ “una manifestazione pacifica, come sempre”. A battersi contro il piano (che prevede 267 interventi per un totale di 66.800 nuovi posti, di cui 48.300 su suolo pubblico e privato e 18.400 parcheggi di scambio e nodi di attestamento) sono ventinove comitati, in rappresentanza di altrettante zone di Roma, da via Giulia a via Tito Labieno, vale a dire dal centro alla periferia di Roma.

I PARCHEGGI DI ROMA
Il 70 % degli interventi previsti si concentra in otto municipi (in ordine di importanza II,IX, IV, V, I XI, VI e XII), in alcuni casi l’intervento previsto e’ particolarmente allarmante per gli abitanti della zona, per diversi motivi, dall’espianto degli alberi al rischio idrogeologico.
Nel caso di Giulio Agricola, il viale che collega la via Tuscolana al Parco degli Acquedotti – un tempo completamente riqualificato, alberato e con pista ciclabile – a causa del cantiere e’ inagibile dal maggio del 2010 e lasciato in un completo stato di abbandono. Undici platani cinquantenni sono stati gia’ espiantati e se il Pup dovesse essere realizzato, i 63 platani che lo delineano verranno sostituiti con 36 meli giapponesi “piantati in vasche di plastica e dell’altezza massima di 2 metri”, sottolinea la Turnaturi.

IL RISCHIO DEI LAVORI SULL’AMBIENTE E LA CITTA’
“Gia’ con gli scavi della metro, a suo tempo, alcuni edifici hanno avuto dei problemi – aggiunge – Oggi sono stati messi in sicurezza, ma non sappiamo cosa potrebbe accadere con nuovi scavi, senza contare la presenza in zona di una falda acquifera superficiale e dei pozzi artesiani”. Ai platani di Giulio Agricola si aggiungono i 38 alberi di piazza Cavour, ormai compromessi gravemente dal cantiere secondo Legambiente; i 78 alberi a rischio espianto, di cui 28 platani, se partiranno i lavori a via Fermi; i 15 platani a rischio, a causa dei lavori troppo vicini alle radici, in piazza Gentile da Fabriano; e i 50 alberi tagliati in via Albalonga per fare i sondaggi.

L’URBANISTICA DI ROMA
A spingere i cittadini a protestare sono la mancata partecipazione a un progetto che puo’ stravolgere l’aspetto urbanistico dei quartieri, la mancanza di garanzie per le indagini da eseguire e, soprattutto, il fatto che questi Pup non risolverebbero il problema del parcheggio e della sosta selvaggia. Su questo punto insiste anche Legambiente Lazio.
“In origine, il Pup nasce per risolvere il problema della mobilita’ e della sosta, per questo prevedeva la realizzazione di tre tipi di parcheggio: di scambio, per residenti e di rotazione – spiega all’Adnkronos Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio – ma nel tempo questa filosofia si e’ persa e oggi il Pup e’ una mera operazione di speculazione immobiliare visto che si tratta per la maggior parte di box in vendita decina di migliaia di euro, mentre i parcheggi di scambio sono andati praticamente perduti”.

IL RISCHIO GEOLOGICO
In piu’, ad allarmare i cittadini sono gli espianti, ma anche i sondaggi e gli scavi che raggiungono metri e metri di profondita’ anche in zone a grave rischio idrogeologico, creando instabilita’ alle strutture degli edifici, complice l’assenza di alberi a drenare le acque con il conseguente pericolo di inondazioni e sciagure.

LA PROTESTA DEL 6 FEBBRAIO
Con la manifestazione del 6 febbraio i comitati chiedono la sospensione immediata di tutti i cantieri con licenza di costruire, senza il requisito della pertinenzialita’, che prevedono l’abbattimento di alberi, problemi di rischio idrogeologico e la moratoria di 24 mesi per tutti i Pup con le medesime criticita’, al fine di rielaborare un piano parcheggi compatibile con il territorio, la sicurezza ambientale e fisica dei cittadini. La manifestazione sara’ preceduta dall’assemblea cittadina del 28 gennaio al Cinema Palazzo Occupato in piazza dei Sanniti.