Ogni trenta secondi la terra trema. Gran parte di questi fenomeni sismici vengono registrati dagli strumenti, ma sono troppo piccoli per essere avvertiti dall’uomo. I terremoti si verificano quando vi è un accumulo di energia nella crosta terrestre dovuto al movimento delle zolle in corrispondenza di una zona di subduzione o di una cosiddetta linea di faglia, ovvero una crepa nella crosta – o una frattura – creata dal movimento delle rocce.

Il luogo preciso dello spostamento (o della frattura) è detto fuoco, o  punto di origine. Da lì si propagano onde d’urto nel tappeto roccioso circostante, in tute le direzioni, che fanno tremare la superficie. La potenza di queste onde dipende dalla profondità del fuoco, dalla resistenza delle rocce e dall’entità del moto. L’epicentro si trova direttamente sopra il punto di origine, in superficie,  ma i danni peggiori possono verificarsi anche a molti chilometri di distanza.

Durante un terremoto, le onde colpiscono in questa sequenza: le primarie, le secondarie e infine le superficiali, che sono anche le più distruttive. Le scosse di assestamento annunciano la scossa principale e la seguono, facendosi sentire sempre più piano fino a scomparire, come i lampi e i tuoni per un temporale.

Nel 130 D.C. Zhang Heng, un astronomo cinese, inventò il primo strumento per captare i terremoti. Quando la terra tremava, una palla di bronzo cadeva dalle fauci del drago dritta nella bocca di una delle rane sottostanti.

Quando a causa di terremoti, eruzioni vulcaniche o frane sottomarine  si verificano delle scosse nel fondale oceanico si possono generare degli tsunami, mortali onde  gigantesche.

A differenza dell’onda di superficie lo tsunami è costituito da un’intera colonna d’acqua che emerge dal fondale marino. Può attraversare gli oceani per migliaia di chilometri a velocità degne di un aereo (più di 800 km/h) e può passare inosservato sotto barche e navi. Una brusca impennata del fondale oceanico vicino a una costa agisce come un freno: l’onda si arresta e si erge, simile a un muro d’acqua che va a infrangersi contro la terraferma, colpisce inonda le coste causando enormi danni e perdite di vite umane. Il fenomeno si manifesta più spesso nella zona del Pacifico.