L’intervento di applicazione di protesi al ginocchio viene ormai eseguito con successo da oltre 30 anni. Questo si rende necessario quando l’articolazione è gravemente danneggiata, tanto da rendere difficoltoso anche il semplice camminare.

Sebbene 9 pazienti su 10 riferiscano un miglioramento del dolore, della funzionalità del ginocchio e della qualità di vita in generale, come ogni operazione chirurgica, anche l’applicazione della protesi al ginocchio può comportare alcune complicazioni. La percentuale di rischio è piuttosto bassa (le complicazioni riguardano in genere un paziente operato ogni 20), ma l’età del paziente ed eventuali patologie croniche possono aumentare le probabilità di imprevisti, come  anche prolungare e/o limitare il pieno recupero.

I rischi legati ad un intervento di protesi totale al ginocchio si possono distinguere in precoci e tardive. Tra le prime si segnalano:

  • INFEZIONI sia a carico della ferita che più in profondità, ovvero attorno alla protesi. Le infezioni più lievi vengono trattate con antibiotici, mentre quelle più serie possono richiedere un ulteriore intervento di sostituzione della protesi.
  • TROMBOSI venosa profonda, spesso legata alla parziale immobilità cui è costretto il paziente nel primo periodo post-operatorio. Tale eventualità viene solitamente scongiurata grazie all’assunzione di anticoagulanti, ad appositi esercizi atti a favorire la circolazione nelle gambe e a specifiche calze elastiche.
  • DANNI A LEGAMENTI, VASI SANGUIGNI O NERVI DELL’ARTICOLAZIONE, soprattutto per quanto riguarda impianto di protesi totale del ginocchio.
  • FRATTURE OSSEE causate dello stress applicato sul piatto tibiale e il condilo femorale.
  • DIFETTI DEL BILANCIAMENTO LEGAMENTOSO.

Le complicanze tardive riguardano invece

  • DOLORI CRONICI causati dall’ipo/ipercorrezione dell’asse meccanico o del malposizionamento delle componenti del ginocchio.
  • RIGIDITÀ ARTICOLARE dovuta ad un’anomala ricrescita ossea attorno alla protesi o ad eccessiva formazione di tessuto cicatriziale.
  • SCOLLAMENTO DELLA PROTESI con conseguente necessità di un nuovo intervento chirurgico.
  • INTORPIDIMENTO dell’area operata.

Trattandosi di complicazioni rare, l’intervento viene comunque ritenuto sicuro e, nella maggior parte dei casi, in grado di migliorare notevolmente la qualità di vita del paziente.