Riopan è un farmaco antiacido a base di magaldrato anidro, indicato nel trattamento delle manifestazioni patologiche del tratto gastro-intestinale associate ad iperacidità, quali ulcera peptica e duodenale, esofagite da reflusso, gastriti e gastro-duodeniti.

Il magaldrato contenuto nel farmaco (un composto contraddistinto da magnesio e alluminio), agisce neutralizzando l’eccessiva produzione di acido cloridrico a livello gastrico, garantendo così un’azione anti acidità e tampone e contribuendo a mantenere il pH in un intervallo compreso tra 3 e 5, tale da  alleviare i sintomi dello stato patologico. Riopan agisce inoltre da protettore per le mucose gastriche ed esofagee, prevenendo lesioni a carico delle stesse ed aiutando a ripristinare in tempi brevi il naturale benessere.

Riopan è disponibile (sotto prescrizione medica) in compresse masticabili (da 800 mg di magaldrato anidro) e gel orosolubile (da 80 mg/ml) in flacone da 250 ml e bustine da 10 ml.

Generalmente la dose giornaliera consigliata è pari a 3,2 gr di magaldrato, assunto in quattro dosi da 800 mg, immediatamente dopo i pasti principali e prima di coricarsi (una compressa di Riopan quattro volte al dì, da masticare o lasciar sciogliere in bocca). Il dosaggio potrebbe tuttavia essere soggetto a modifiche da parte del medico, in base al quadro clinico del paziente, agli obiettivi terapeutici e all’efficacia della terapia stessa.

Ogni compressa contiene: 800 mg di magaldrato anidro (principio attivo) ed eccipienti quali macrogol 4000, aroma caramello, calcio arachinato, aroma panna, maltolo e sorbitolo.

Per quanto riguarda invece la durata del trattamento, si consiglia di prolungarlo per almeno 4 settimane, anche quando i sintomi tendono a regredire nelle fasi iniziali della malattia. Si consiglia comunque di non superare le 6 settimane di terapia, se non dietro precisa indicazione medica.

Il farmaco non deve essere somministrato in pazienti di età inferiore ai 12 anni e donne in stato di gravidanza e allattamento, come anche in caso di porfiria, ipofosfatemia, insufficienze renali gravi e cachessia.