Complici le brusche variazioni termiche degli ultimi mesi, possiamo ritrovarci con una ridotta energia vitale e le difese abbassate proprio quando la primavera è nel suo momento migliore e l’estate è alle porte. In particolare, stipsi e dissenteria colpiscono spesso i viaggiatori, rischiando di trasformare quello che era stato pensato come viaggio rigenerante in un’esperienza non così piacevole. Per fortuna, la natura ci viene incontro offrendoci la manna, estratto vegetale ricavato dal frassino orniello, utilizzato da lungo tempo per ripulire i villi in profondità. «Quando parliamo di “manna” il nostro pensiero corre subito alla Bibbia. Quella è di sicuro un’altra storia, ma c’è del miracoloso anche nella manna che acquistiamo dai pochi mannalori che ancora oggi portano avanti un mestiere molto antico», spiega Federico Pialorsi, farmacista che si occupa di ricerca e sviluppo, nonché selezionatore di materie prime per l’azienda di famiglia Promin, che cerca di coniugare alla fitoterapia i principi della medicina integrata.

La manna vanta infatti origini che si perdono nel tempo, quando famiglie di mannalori – raccoglitori e fini conoscitori delle piante – lavoravano insieme per ricavare questa linfa: «La manna integrale che selezioniamo per i nostri prodotti, ad esempio, non è una semplice manna e non va neppure confusa con la semplice mannite. Allo stesso modo gli alberi da cui ricavarla non sono tutti uguali», precisa Federico Pialorsi. «Per scelta usiamo solo una selezionatissima manna da frassino delle Madonie, nel lembo di terra situato tra Castelbuono e Pollina, in Sicilia, zona di elezione dei migliori frassini da cui viene estratta questa linfa».