Si parla di ipertensione quando la pressione arteriosa risulta costantemente elevata rispetto agli standard fisiologici considerati normali.

L’ipertensione è un disturbo multifattoriale e può essere di due tipi: ipertensione essenziale (se non ci sono patologie o cause specifiche scatenanti) e ipertensione secondaria (quando è scatenata da specifici fattori o patologie quali: cause endocrine, disturbi ormonali, malattie renali, patologie congenite).

Nel caso di ipertensione essenziale, sebbene priva di cause scatenanti, esistono tuttavia fattori che aggravano la patologia, come l’abuso di sale, fumo, alcol e consumo di liquirizia, ma problematiche ipertensive possono anche essere correlate all’assunzione di farmaci come la pillola anticoncezionale e i cortisonici. A ciò si aggiunge lo stile di vita: abitudini sedentarie o, al contrario, una vita eccessivamente iperattiva, associate a un’alimentazione sbagliata o a problemi di obesità, così come gli stress emotivi, ansie e preoccupazioni, possono influenzare in maniera determinante le oscillazioni della pressione.

L’ipertensione di per sé non è una patologia mortale, tuttavia è causa di disturbi alla circolazione celebrale, di gravi patologie renali e cardiache, quindi assolutamente da non sottovalutare, soprattutto se si considera che i sintomi diventano manifesti solo nel momento in cui l’ipertensione si aggrava. In questo stadio è possibile avvertire una forte cefalea pulsante, soprattutto al mattino; vertigini; debolezza; sudorazione; arrossamento degli occhi ed emorragie nasali. I sintomi dell’ipertensione variano tuttavia da persona in persona e quindi l’unica maniera per diagnosticarla con certezza è la misurazione della pressione: un soggetto è iperteso, o ha la pressione alta, se la pressione arteriosa minima (ipertensione diastolica) supera costantemente il valore di 90 mmHg e la pressione massima (ipertensione sistolica) supera costantemente il valore di 140 mmHg.

L’elevata pressione del sangue sulle pareti delle arterie può provocare piccoli strappi nei vasi sanguigni, detti cicatrici vascolari e proprio qui tende ad insediarsi il colesterolo. Il fenomeno inoltre aumenta il rischio di coaguli di sangue e, se la pressione è particolarmente alta, le arterie si indeboliscono, la circolazione diventa difficoltosa e il rischio di infarto e ictus aumenta. E’ bene quindi non sottovalutare il problema e rivolgersi al proprio medico, il quale saprà indirizzarci verso la terapia più appropriata.

Alimentazione

Come sopra accennato, tra le cattive abitudini che possono portare a stati di ipertensione, l’alimentazione riveste sicuramente un ruolo di primo piano: in caso di pressione alta è necessario bilanciare l’assunzione di sodio e potassio, riducendo alimenti quali sale, formaggi stagionati, salumi e pesce (acciughe, salmone, tonno, alici e sardine), dadi da brodo, latte, yogurt e burro. Consigliati sono invece cereali integrali, legumi, frutta e verdura di stagione, poiché naturalmente ricchi di potassio e poveri di sodio, ma anche ricche di vitamine antiossidanti come la C, presente soprattutto negli agrumi. Nell’ ipertensione è inoltre utile agevolare le funzioni renali diminuendo il consumo di carne ed alimenti ricchi di glutine come il frumento, a favore di cereali come orzo, farro , riso e miglio. Da evitare sono poi tutte le bevande che possono causare un aumento della pressione come caffè, tè, guaranà e bibite energizzanti, ma anche alcol e fumo, che irrigidisce le arterie facilitando l’ipertensione.

Accanto ad un’alimentazione bilanciata, è importante svolgere attività fisica aerobica regolare, che rende più elastici i vasi sanguigni e combatte lo stress, oltre a favorire il dimagrimento. Imparare a controllare  nervosismo e inquietudini è infatti fondamentale per evitare l’innalzamento della pressione, così come mantenere il peso sotto controllo: sovrappeso e obesità predispongono infatti all’ipertensione

Rimedi naturali

Quando possibile e sempre sotto controllo medico, si consiglia di curare l’ipertensione con i rimedi naturali, in quanto pressoché privi di effetti collaterali: le piante che intervengono sulla pressione alta, oltre che regolarizzare il battito cardiaco agiscono sul flusso ematico, fluidificando il sangue e scongiurando il rischio di malattie cardiovascolari associate al disturbo. Tra queste:

Tiglio: utilizzato soprattutto come fluidificante del sangue e quindi preventivo della stasi venosa e di conseguenti fenomeno micro-emorragici e micro-embolici. Il tiglio è tuttavia anche un ottimo vasodilatatore e ipotensore ed è possibile godere dei suoi benefici attraverso un semplice infuso: una manciata di fiori di tiglio in mezzo litro di acqua bollente, da lasciare in infusione per 15 minuti, filtrare e quindi bere.

Biancospino (Crataegus Oxyacantha): pianta che agisce regolarizzando il ritmo e la frequenza del battito cardiaco, è quindi particolarmente apprezzabile in pazienti molto nervosi, negli stati di ansia, agitazione, angoscia e in caso d’insonnia. L’infuso di biancospino è ottenibile lasciando un cucchiaio di fiori secchi in 200 ml di acqua bollente per 15 minuti.

Aglio (Olea Europaea): regolarizza la pressione arteriosa, previene la formazione delle placche aterosclerotiche e agisce da ipotensivo grazie alle proprietà vasodilatatrici, in particolare dei piccoli vasi sanguigni del distretto cutaneo, abbassando inoltre il rischio di fenomeni trombotici grazie alla capacità antiaggregante piastrinica. Si può assumere sotto forma di tintura madre 1-3 volte al giorno; o in perle,  più gradevoli al gusto e facilmente reperibili in commercio.

Olivo (Olea Europaea): l’olivo e i suoi derivati hanno la capacità di regolare i grassi nel sangue e si rivelando quindi ottimali quando l’ipertensione si associa a ipercolesterolemia. Le sue foglie esercitano un’azione ipotensiva e la sua assunzione permette di ridurre contemporaneamente la pressione sia minima che massima; è inoltre utile sia in caso di ipertensione essenziale che secondaria (di origine renale, menopausale o aterosclerotica). Si può assumere sotto forma di gocce di estratto fluido o tintura madre.

Vischio (Viscum album): una delle piante più efficaci contro l’ipertensione, ma utilizzato anche come regolatore del sistema cardio-circolatorio e come coadiuvante in caso di aterosclerosi, angina pectoris e per migliorare la circolazione cerebrale.

Ginkgo (Ginkgo biloba): grazie all’azione antiossidante e capillaroprotrettice è apprezzato nel trattamento dell’ipertensione arteriosa, ma anche di demenza senile, nella prevenzione e cura dell’aterosclerosi, cerebrovasculopatie, cardiopatia ischemica e microangiopatia diabetica.

Aromaterapia

Esistono poi alcuni oli essenziali particolarmente indicati nel trattamento dell’ipertensione, come l’ olio essenziale di ylang-ylang , dotato di un’efficace proprietà ipotensiva e in grado di attenuare i disturbi provocati sul sistema cardio-circolatorio dallo stress (aritmie, palpitazioni e tachicardia). Consigliato è altresì l’olio essenziale di lavanda, che esercita un’azione riequilibrante del sistema nervoso centrale, calmando ansia, agitazione, nervosismo, così da contenere gli episodi di  insonnia, ipertensione transitoria e tachicardia. Infine l’olio essenziale di aglio: funge da fluidificante sanguigno, svolge un’azione antiaggregante e regola la pressione sanguigna contrastando l’ipertensione.