Sosteneva il Mahatma Gandhi che ogni persona dovrebbe essere la spazzina di se stessa. Se così fosse non esisterebbero “emergenze rifiuti”. L’obiettivo di tutti sarebbe infatti non produrne!

IL PROGETTO “SPAZZINI DI NOI STESSI”

Da questo semplice assunto nasce il progetto “Spazzini di noi stessi”, che ricalca l’onda del movimento internazionale Zero Waste, che punta a ridurre drasticamente i rifiuti prodotti pro-capite, come filosofia di vita e come modo per cambiare in meglio l’economia (sia la nostra che quella globale) e l’ambiente.

QUANTI RIFIUTI PRODUCIAMO?

Si stima che ogni anno, un italiano produca mediamente più di 540 kg di rifiuti solidi urbani (RSU) a testa. L’obiettivo di “Spazzini di noi stessi” è quello di far diventare questi rifiuti da spada di Damocle a leva di Archimede, per riorientare un sistema di produzione, consumo -  e di vita – del quale sono peggior risultato finale. Quel sistema ecologicamente incompatibile con i limiti delle risorse e umanamente iniquo.

UN MODELLO DI PREVENZIONE DEI RIFIUTI

I rifiuti degli “utilizzatori finali” sono prodotti o promossi da chi – produttori, istituzioni, persone – non si pone il problema del prima e del dopo: inventare invece a livello individuale e collettivo un modello di prevenzione dei rifiuti contribuisce a ripensare e a riprogettare l’economia e la vita nella direzione dell’ecologia, dell’indipendenza e dell’equità. Di un benessere senza bisogno della ricchezza.

COME RISOLVERE IL PROBLEMA DEI RIFIUTI

Ci sono due modi per affrontare il problema dei rifiuti. Uno gira attorno al cosiddetto “ciclo virtuoso” di una raccolta davvero differenziata e il successivo riciclaggio dei “materiali post-consumo”. L’altro, che potremmo chiamare “prevenzione spinta”, consiste nel non produrne proprio: non solo quindi minimizzare i rifiuti urbani residui, ossia il non riciclato, ma anche ridurre al lumicino a i materiali post consumo riciclabili. In soldoni, si tratta di fare scelte e adottare stili di vita e pratiche che consentano di non conferire nulla (quasi nulla) al sistema di igiene urbana. Questa è  sicuramente la cura effettiva del sistema malato dei rifiuti, ed è anche quella che nei fatti viene trascurata.

IL PROBLEMA STA ALLA FONTE…

Nessun ciclo dei rifiuti, per quanto virtuoso, cancellerà l’enorme dispendio a monte di materie prime, energia (quella cosiddetta grigia, incorporata nelle merci, acqua (quella nascosta nei processi produttivi), rifiuti industriali, solidi, liquidi, gassosi… inglobati in un ciclo accelerato di produzione, distribuzione e consumo di prodotti materiali e che sfocia in troppe cose inutili prodotte, troppe scartate, troppe avanzate, troppi oggetti con una vita corta, troppi imballaggi…

Si stima che in questo modo, semplicemente cambiando le proprie abitudini e con una sinergia con le aziende e il pubblico, senza prevedere strutture costose, si potrebbe passare dagli oltre 540 kg pro capite di rifiuti urbani, spesso nemmeno riciclati, a meno di 100, e quasi tutti poi riciclabili con i metodi e le strutture già esistenti.

Vale la pena provare no? Se non sapete da che parte cominciare, continuate a seguirci… vi darò un sacco di consigli pratici.