Rifiuti Zero (in inglese Zero Waste) è una strategia che si propone di riprogettare il ciclo di vita delle risorse in modo tale da far tendere allo zero i rifiuti da conferire in discarica. La filosofia Rifiuti Zero si è diffusa nel mondo a partire dal lontano 1995, quando la città di Camberra (Australia) ha adottato la legge “No Waste by 2010” (“Nessun rifiuto entro il 2010”). L’esempio di Camberra venne poi seguito a macchia d’olio da altre città dellAustralia, della Nuova Zelanda, degli Stati Uniti, del Canada, ma anche di India e Filippine, Giappone ed infine anche in Europa.

LA FILOSOFIA RIFIUTI ZERO IN ITALIA

In Italia, la strategia Rifiuti Zero ha portato alla costituzione di una Rete Nazionale Rifiuti Zero il cui punto di riferimento è “Ambiente e Futuro” di Lucca, che raccoglie più di un centinaio di gruppi locali in lotta contro gli inceneritori già dal 1996. Proprio in quell’anno Ambiente e Futuro invitò Paul Connett, professore di chimica all’Università di San Lawrence (Stato di New York), a tenere le sue prime conferenze italiane.

GLI OBIETTIVI DI RIFIUTI ZERO

È solo nel 2007, però, che il Comune di Capannori (in provincia di Lucca) è il primo comune in Italia ad adottare con una specifica delibera consiliare la strategia “Rifiuti Zero al 2020”. Il Comune di Capannori si è anche dotato di un centro di ricerca Rifiuti Zero, con lo scopo di monitorare e studiare il rifiuto urbano residuo e di proporre alle aziende produttrici delle modalità concrete di riprogettazione industriale degli oggetti e dei loro imballaggi, affinché si tenda  sempre di più a ridurre i rifiuti per i consumatori.

DIECI MOSSE PER RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO RIFIUTI ZERO

In occasione del 5º incontro mondiale di Zero Waste International Alliance, tenutosi a Napoli nel febbraio 2009, è sorta la “Carta per i Rifiuti Zero”, che è stata poi sintetizzata dal professor Paul Coonnett, nel 2010, in 10  mosse per raggiungere gli obiettivi della filosofia Rifiuti Zero. Eccoli qui in sintesi:

  1. Organizzare la raccolta differenziata. La gestione dei rifiuti non è un problema tecnologico ma organizzativo, dove il “valore aggiunto” è il coinvolgimento della comunità, chiamata a collaborare in un passaggio chiave per attuare la sostenibilità ambientale.
  2. Organizzare una raccolta differenziata porta a porta, che preveda un calendario settimanale prestabilito per il ritiro separato di organico, carta, multi-materiale (vetro, metalli, lattine e plastiche) e frazione non riciclabile.
  3. Realizzare un impianto di compostaggio in aree rurali dove sia più semplice il suo utilizzo da parte degli agricoltori.
  4. Realizzare piattaforme impiantistiche per il riciclaggio allo scopo di recuperare i materiali cartacei, i metalli, il vetro e le plastiche.
  5. Creare iniziative per la riduzione alla fonte dei rifiuti con la diffusione dell’autocompostaggio familiare, la sostituzione delle stoviglie le bottiglie di plastica nelle mense pubbliche, l’utilizzo dell’acqua di rubinetto, la sostituzione dei pannolini usa e getta con pannolini riutilizzabili, la vendita alla spina di latte, bevande, detergenti, prodotti alimentari, e la sostituzione dei sacchetti di plastica con le sporte riutilizzabili.
  6. Realizzare centri per la riparazione, il riutilizzo, la ricostruzione dove i beni durevoli, come mobili, porte, finestre, materiale in legno o in ceramica vengano riparati, riutilizzati e venduti.
  7. Introdurre sistemi di  tariffazione che facciano pagare le utenze in base alla produzione effettiva dei rifiuti non riciclabili inviati alla raccolta o allo smaltimento, per incoraggiare migliori scelte di acquisto dei cittadini.
  8. Realizzare possibilmente nelle prossimità della discarica un impianto di selezione e di recupero dei rifiuti residui, in modo da recuperare materiali riciclabili sfuggiti alla raccolta differenziata e di impedire che materiali tossici possono essere inviati nella discarica eventualmente sottoposta al recupero energetico attraverso la digestione anaerobica.
  9. Realizzare il Centro di ricerca Rifiuti Zero e attivare una serie di sinergie con gli altri aspetti della sostenibilità ambientale come risparmio con il recupero energetico tramite la digestione anaerobica, la promozione dell’agricoltura biologica, la produzione del compost, il ricorso ai prodotti della filiera corta, la bioarchitettura…
  10. Raggiungere, entro il 2020, l’azzeramento dei rifiuti.

E il tuo comune? Quanti di questi passi ha compiuto sin’ora?