Ho parlato più volte di “prevenzione” dei rifiuti come la migliore delle soluzioni possibili per l’ambiente e per la nostra salute. Ma che significa esattamente “prevenire” i rifiuti? Significa non produrne. E come si fa a non produrne? La soluzione ovviamente non è una sola e non è immediata, ma serve un cambio di mentalità, di abitudini, e di sentire comune. Ma per fare questo bisogna avere delle buone motivazioni, capire che vantaggi dà… bisognerebbe prima capire perché non produrre rifiuti conviene a tutti. E allora proviamoci…

PIU’ SALUTE PER TUTTI

Se siete mai passati per Napoli nei giorni dell’emergenza rifiuti, forse potete capire che avere rifiuti per la strada non solo non è bello, ma nemmeno salubre. Tuttavia, se molto si parla del risultato (le strade colme di immondizia e l’insalubrità dell’ambiente), poco si parla dell’insalubrità anche della filosofia che sta a monte della produzione dei rifiuti e fa sì che i rifiuti esistano: il consumo spropositato di alimenti, bevande, prodotti per l’igiene, arredi, abbigliamento, inutilità varia e tecnologia a ciclo programmato.

PIU’ LEGALITA’

Nessuno può speculare sulla prevenzione. Né la mafia né le grandi imprese di gestione dei rifiuti. Si specula invece sul ciclo industriale dei rifiuti, sulle ecoballe, sulle discariche, sugli inceneritori, sui trasporti pesanti, sull’export di rifiuti tossici.

PIU’ ECONOMIA LOCALE

La prevenzione dei rifiuti avvantaggerebbe i produttori locali (con gli acquisti a km 0), il commercio di prossimità, i rigattieri, i riparatori, tutti coloro che riciclano i materiali usati creando nuovi oggetti, gli eco-educatori, le aziende che producono prodotti durevoli nel tempo.

PIU’ RISPETTO DELL’AMBIENTE

Consumare senza produrre rifiuti significa sostenere una filosofia di qualità della vita: meno e meglio. Questo fa risparmiare risorse (materie prime ed energia), senza sprechi d’acqua, senza sfruttamento di persone lontane in Paesi disagiati, e preserva l’ambiente ed il paesaggio.

MENO PERICOLI PER LA SALUTE UMANA

Consumare meno e meglio riduce tutti quei sottoprodotti pericolosi per la vita: pensiamo ai rifiuti speciali, pericolosi, industriali, chimici, edili, tossici, nucleari, liquidi, gassosi, fangosi, solidi, rilasciati ogni giorno dal sistema estrattivo, agricolo, zootecnico e industriale esagerato e insostenibile. Nessun riciclaggio potrebbe mai azzerarli. Solo la prevenzione può ridurli.

PIU’ SENSO CIVICO E CULTURA

Alcuni sognano un giorno in cui lo spreco sarà considerato pacchiano, socialmente deprecabile e incivile. Già lo è, se ci si pensa su, ma siamo immersi in un sistema di valori in cui il consumo è sinonimo di benessere economico e quindi di distinzione sociale. Tuttavia, questo “benessere” coincide solo con quello di chi si arricchisce vendendo prodotti inutili e dannosi (per le nostre tasche e per l’ambiente). Quanto tutti capiranno che farsi turlupinare in questo modo come degli sprovveduti da mungere a piacimento, e le persone ricominceranno a dare valore al risparmio e al buon senso… vivremo in una civiltà che potrà dirsi davvero civile.

PIU’ RISPARMIO

In pochi sanno che, in campo medico, prevenire costa 30-40 volte meno che curare. Anche nel campo dei rifiuti è così: pensate a quanto si potrebbe risparmiare, sia in termini di “mancata malattia” che di tasse, se non ci fosse bisogno di discariche, inceneritori, ritiro della spazzatura? Meno spese per i comuni, meno spese per noi…

Insomma, non vi sembra abbastanza per provarci?