In una nota scena cinematografica, il ragionier Ugo Fantozzi – dal finestrino del treno in partenza – acquista speranzoso, per una cifra spropositata, il “cestino da viaggio”, una enorme busta di plastica dalla quale estrae “1 forchettina di plastica, 1 coltellino di plastica, 1 stuzzicadenti di plastica, 1 bicchierino di plastica, 1 ala di pollo pure di plastica”.

Non siamo molto lontani dalla realtà, visto che oggi, i cestini da viaggio di fantozziana memoria sono stati ripescati dai treni dell’alta velocità, come il famoso ItaloBox, offerto ai clienti del treno Italo (il contenuto lo vedete nella foto qui sopra)…

I CIBI PRONTI

Il 3 maggio del 2009 la fotografa italiana Rosanna Maiolino ha esposto in mostra al Consiglio Europeo le immagini dei resti di due settimane di colazioni, pranzi e cene con cibi pronti e bevande confezionate. Foto professionali che immortalarono mucchietti di contenitori monouso. E a ben vedere sugli scaffali dei supermercati, nel reparto surgelati, nel banco del fresco, nel reparto ortofrutta pochissimo è disimballato.

QUANDI CIBI IMBALLATI CONSUMIAMO?

In un anno in Italia consumiamo oltre 12 milioni di tonnellate di imballaggi. La loro produzione costa parecchi milioni di tonnellate di gas serra, ma soprattutto è spia di un sistema agroalimentare ed energetico inquietante, con lunghe catene industriali di preparazione, cottura, congelamento, distribuzione a partire da ignote materie prime provenienti da lontano.

GRANDI PRODUTTORI DI IMBALLAGGI

A livello pro capite gli italiani si piazzano fra i più grandi produttori europei rifiuti da imballaggi (in acciaio, alluminio, dietro, legno, carta, plastica ecc), dopo alcuni paesi del Nord Europa: secondo la EEA siamo a 212 chili per abitante all’anno. La gran parte destinati al settore alimentari e bevande. Siamo al doppio della Finlandia, che potendo produrre quasi solo carne di renna e mirtilli deve importare tutto, imballato. Invece l’Italia, graziata dal clima e della tradizione alimentare, potrebbe avere cibo il più spacchettato, sano e locale d’Europa.