La resezione prostatica è un intervento che si esegue su individui di sesso maschile che sono affetti da ipertrofia prostatica benigna. Come qualsiasi altro intervento chirurgico, anche la resezione prostatica presente i suoi rischi e le sue complicazioni, alcuni più comuni altri meno.

Resezione prostatica: come avviene l’intervento

L’intervento per la resezione prostatica, in genere, avviene in questo modo: la prostata viene raggiunta attraverso l’impiego di un catetere a triplo lume, che viene inserito nell’uretra. Trattandosi di intervento che mira alla rimozione del tessuto colpito da ipertrofia prostatica benigna, l’asportazione viene effettuata tramite cauterizzazione elettrica oppure tramite la dissezione cosiddetta a fette. Il paziente che viene sottoposto a tale operazione, viene preparato con anestesia generale che in genere varia dai venti ai sessanta minuti, in base al tempo necessario.

Per quanto riguarda invece il decorso post operatorio, nei tre giorni successivi il paziente dovrà portare un catetere vescicale e la degenza in ospedale va da un minimo di quattro ad un massimo di cinque giorni.

Resezione prostatica: eventuali pericoli e complicazioni

Trattandosi di intervento chirurgico, la resezione prostatica è soggetta a tutte quelle complicazioni e a tutti quei pericoli che qualsiasi operazione comporta e che non sempre è possibile prevedere in fase pre operatoria. Le complicazioni più diffuse, conseguenti a questo tipo di intervento, possono essere:

  • stenosi uretrale – ossia il restringimento dell’uretra;
  • eiaculazione retrograda – l’emissione dello sperma avviene al contrario, non verso l’esterno ma verso la vescica;
  • incontinenza urinaria – perdita involontaria di urina.

Le complicazioni meno diffuse della resezione prostatica possono invece essere:

  • emorragie
  • impotenza
  • infezioni delle vie urinarie
  • ritenzione urinaria