Il reflusso gastroesofageo, in sigla MRGE, è una condizione che si verifica con una risalita (reflusso) in maniera involontaria dei succhi gastrici, del contenuto dello stomaco e dei gas – prodotti a livello intestinale – lungo l’esofago, arrivando talvolta anche fino alla gola causando la spiacevole sensazione di acidità. Questo viene considerato vera e propria malattia nei casi in cui si presenta con una tendenza recidiva, ovvero che colpisce in maniera costante l’individuo, anche durante l’arco di una sola giornata.

Tra i sintomi più comuni che possono determinare la presenza o meno di un reflusso è una sensazione di bruciore tra il petto e lo stomaco: questo tende ad intensificarsi nel momento in cui si va a dormire e, data la presenza di succhi gastrici nell’esofago, questi possono causare irritazioni delle mucose e vie respiratorie arrivando fino alla gola provocando anche asma o laringite. Se non curato in maniera corretta questo può dare origine a delle complicazioni tra cui dei danni irreversibili alla stessa mucosa dell’esofago data da un’eccessiva corrosione dell’organo e l’insorgenza di ulcere.

Cause

Il reflusso esofageo è una condizione che può verificarsi sia in individui adulti che bambini. Tra le cause principali che vanno a causare l’insorgenza del disturbo ci sono una condizione di incontinenza data dal rilassamento dello sfintere esofageo inferiore, il cardias, provocato specialmente dall’assunzione di cibi ricchi di grassi, ma anche nicotina, agrumi, caffeina, alcolici, alcuni tipi di farmaci e, se bene in casi più rari, anche un ristagno del bolo nello stomaco in maniera prolungata dato da disturbi motori che vanno a rallentare il normale svuotamento dell’organo. A queste possono derivare anche un consumo di pasti troppo abbondanti, fumo, ma anche casi fisici, come l’obesità e la gravidanza, oppure un’eccessiva acidità della saliva. Quest’ultima, nei casi di reflusso, può essere alimentata anche dal fumo che va ad alterarne il pH. Ad accentuare i sintomi spesso possono verificarsi situazioni di ansia e di stress.

Rimedi

A seconda della gravità della situazione possono essere associati determinati rimedi. In generale viene consigliato di optare per una dieta il più possibile sana, equilibrata e soprattutto leggera puntando sugli alimenti che possono andare a tappare i reflussi e placare la sgradevole sensazione di acido che si presenta in bocca. I pasti saranno divisi in quattro o cinque “tranche” e a giocare un ruolo importante è anche la masticazione, ingerendo in maniera lenta – con una masticazione non troppo veloce – il cibo. Da evitare ovviamente cibi troppo pesanti e quindi spesso ricchi di grassi, così come insaccati ma anche fritture, soffritti e ingredienti che aumentano l’insorgenza di reflussi come vino bianco, caffè, superalcolici, il fumo, tè e formaggi stagionati. Come per ogni situazione viene sconsigliato di sdraiarsi immediatamente dopo un pasto in quanto va ad aumentare la possibilità d’insorgenza del disturbo, evitando anche tutti quei farmaci – come alcuni antinfiammatori – che possono causare e aumentare la sensazione di acidità. Risulteranno di grande efficacia anche sessioni di rilassamento.

Dopo questi piccoli accorgimenti si può passare con i tipici rimedi naturali con l’utilizzo di erbe e ingredienti che vanno dalla semplice acqua e limone fino a malva, mandorle e liquirizia. La prima è uno dei rimedi più utilizzati non solo per il reflusso ma anche casi di disturbi di stomaco, quando non si riesce a digerire ciò che è stato appena mangiato oppure disturbi legati allo stomaco (dissenteria). In questo caso verrebbe consigliata l’assunzione di una tazza di acqua tiepida con almeno mezzo limone (spremuto al momento, non confezionato) di prima mattina, circa una mezz’ora prima della colazione e aiuterà non solo a sistemare l’acidità di stomaco ma anche l’intero organismo.

Un altro rimedio dalle proprietà emollienti e, soprattutto, lenitive è la malva, ma  si può optare anche per la liquirizia – grazie alle sue proprietà antinfiammatorie – o delle semplici mandorle. Nel primo caso, la malva viene generalmente assunta per mezzo di tisane o macerati e vanno ad alleviare molti sintomi legati al disturbo; la liquirizia invece andrà ad aiutare le mucose dello stomaco ed esofago, risultando particolarmente efficace se assunta in compresse oppure un semplice decotto. Tuttavia questo rimedio non risulterebbe particolarmente indicato negli individui con pressione sanguigna alta (ipertensione) in quanto questa la farà alzare ulteriormente. Un altro rimedio – che porterà altri benefici grazie all’alto contenuto di calcio – sono le mandorle: queste, se consumate a crudo almeno una manciata al giorno, possono aiutare – come la malva – a diminuire i sintomi legati al fastidioso disturbo.

Nel caso in cui i si verifichino i primi sintomi oppure questi si protraggono e peggiorano nell’arco della giornata è sempre consigliato rivolgersi al proprio medico curante o specializzato sottoponendosi ad una visita accurata. In ogni caso le quantità o le tipologie di rimedi proposti non vanno presi alla lettera, ma come pure indicazioni.

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