Il raffreddore è una condizione di infiammazione delle prime vie aeree nella cui insorgenza possono essere implicati oltre 200 virus. Il principale responsabile è tuttavia il Rhinovirus, che si diffonde per via aerea da un individuo malato, per penetrare nell’organismo e  moltiplicandosi a livello delle mucose nasali.

Si tratta generalmente di una condizione transitoria e per nulla preoccupante. I sintomi del raffreddore sono fastidiosi e includono: congestione nasale, starnuti frequenti, lacrimazione, mal di testa, alterazione del gusto e lieve aumento della temperatura corporea, ma, nel complesso, nulla di allarmante.

Diverso discorso merita invece il periodo della gravidanza: non potendo assumere farmaci, per le future mamme il raffreddore, pur non rappresentando rischi per il feto, può infatti divenire debilitante e dar vita a complicazioni che invece sono da considerarsi pericolose.

Nonostante il piccolo sia protetto dalla placenta, che impedisce ai virus di raggiungerlo, ai primi sintomi di influenza è sempre consigliabile contattare il medico. E’ infatti importante evitare che un semplice raffreddore evolva in otiti, bronchiti e tracheiti, che richiederebbero il ricorso ad antibiotici per essere curate. Altrettanto cruciale è tenere sotto controllo la temperatura corporea. Se il raffreddore è accompagnato da febbre si crea infatti una situazione potenzialmente rischiosa, in quanto superati i 38,5° C si rischia la comparsa di contrazioni uterine che aumentano il rischio di parto prematuro.

In gravidanza, la febbre va dunque tenuta sotto, così da impedire che si alzi troppo. A tal fine, il ginecologo prescrive solitamente l’uso di paracetamolo, che non nuoce al bambino e ha il vantaggio di agire anche come antiflogistico (combatte cioè le infiammazioni) e antidolorifico (dando così sollievo da mal di testa e dai classici dolori articolari che accompagnano l’influenza). Anche il dosaggio del paracetamolo va tuttavia stabilito dal medico. Evitare dunque di ricorrere all’utilizzo di qualsiasi farmaco prima di essersi confrontate con lui.