Ci stiamo avvicinando alla Pasqua e in moltissime persone la tradizione di colorare le uova per poi portarle in chiesa a farle benedire è un rito consolidato. Naturalmente, il divertimento è colorarle, ma poi di solito le uova “benedette” vengono consumate il giorno di Pasquetta, magari in una bella scampagnata nella classica gita fuoriporta (meteo permettendo).

Ebbene… forse non sapete cosa si nasconde dietro quelle uova. Da simbolo di vita e di nascita, a cui si aggiungono l’allegria e i colori della primavera, a una realtà crudele (certo, se siete delle galline).

Ormai tutti sanno (o dovrebbero sapere) come vengono allevate quasi tutte le galline che producono le uova che trovate nei supermercati. Tenute in gabbie minuscole per tutta la loro miserabile vita, le galline sono private di tutti i loro comportamenti naturali come il foraggiare alla ricerca di cibo e razzolare la terra. In più, non possono beccare proprio niente, perché i loro becchi vengono sigillati con una lama di ferro incandescente.

Questi poveri animali sono malati, imbottiti di antibiotici, nutriti in modo innaturale e tenuti “produttivi” con cicli di luce e buio completamente artificiali… come potranno essere le loro uova?

Ma se sin qui già sapevate tutto, la faccenda non è finita. Potete obiettare: “Certo, è per questo che compro uova contrassegnate ‘cage-free’”, ovvero la certificazione che attesta che le galline non vengono tenute in gabbia. Ma siete sicuri che questo basti per dei prodotti di qualità? Siete sicuri che la vita di una gallina sia veramente diversa anche se non è tenuta in gabbia?

Ebbene, non sempre. Ma ve lo spiego nel prossimo articolo…