Quanto bisogna correre, in media, per smaltire i cibi di cui ci nutriamo? Soprattutto i cibi molto calorici, la cui consumazione, se non supportata da adeguato stile di vita dinamico, rischiano di far accumulare molto peso in eccesso. A questa domanda ha provato a rispondere il sito Fit Talerz, che ha pubblicato una serie di tabelle indicative che affiancano ad ogni alimento la media dei chilometri da percorrere correndo per consumare il quantitativo di calorie ingurgitate.

Gli alimenti indicati fanno parte soprattutto del cosiddetto junk food (cibo spazzatura, tradotto in italiano), alimenti in genere ricchi di grassi, di zuccheri e di calorie che non sono considerati proprio dei toccasana per la salute. Smaltire i cibi in questione richiede dunque una discreta attività fisica, pena l’accumulo di peso eccessivo e relative conseguenze negative sulla salute.

Quanto bisogna correre, ad esempio, per smaltire cibi come le patatine che vengono vendute nei sacchetti? Circa 10 chilometri. E quanto invece bisogna correre per una bottiglia di birra? Quasi tre chilometri. E questi sono soltanto alcuni degli esempi proposti dal sito.

Per bruciare il quantitativo di calorie assunte mangiando un hamburger occorre percorrere quattro chilometri, per le patatine fritte quasi sei chilometri. Il numero dei chilometri di corsa aumentano vertiginosamente quando si tratta di smaltire i cibi ancor più pesanti come il kebab (dodici chilometri). Per smaltire le calorie contenute in una lattina di Coca Cola, invece, i chilometri di corsa sono 1,87.

I dati pubblicati da Fit Talerz sono indicativi ovviamente e non tengono conto delle singole situazioni particolari. Essi sono stati ricavati prendendo come modello standard una persona adulta di trent’anni, alta circa centottanta centimetri e con un peso di settanta chili, in grado di poter correre mediamente un chilometro in sei minuti e mezzo.