Se siete appassionati di storia orientale, forse saprete che nell’antica Cina i medici migliori erano anche guerrieri. O, per meglio dire, conoscitori di arti marziali. Se la cosa può risultarvi bizzarra, dovete cercare di immedesimarvi in un’epoca lontana e anche in un luogo vasto come la Cina, dove i pericoli per chi osava addentrarsi fuori dai centri abitati erano veramente tanti. E questo era ciò che facevano molti uomini colti dell’epoca, come i monaci buddhisti o taoisti, che imparavano le arti marziali e la religione nei propri monasteri per poi andare a forndare altri templi o semplicemente per fare la vita di strada alla ricerca dell’illuminazione.

Ma chi si avventurava fuori dal mondo civile doveva avere a che fare con i briganti, che spesso usavano le scimmie come aiutanti (per la loro abilità e sveltezza, nonché per la loro intelligenza), oltre a tigri ed altri pericolosi animali selvatici.

E così ecco che le arti marziali venivano buone per difendersi, anche se – naturalmente – nessuno poteva uscirne sempre illeso. Chi cerca di curare e di capire se stesso, del resto, è il miglior medico…

Naturalmente non era tutto lasciato al caso. Ma è un dato di fatto che i medici-guerrieri dell’antica Cina fossero sia ottimi guerrieri che ottimi medici e curatori, in possesso di approfondite conoscenze del copro umano, dei rimedi naturali e di conoscenze dei meridiani per praticare l’agopuntura e altre pratiche legate al campo energetico della persona, come la moxibustione ed il cupping.

Si narra che tra i migliori medici guerrieri della Cina vi fossero i monaci del tempio Shaolin di Omei Shan, grandi cultori dello stule della Gru Bianca, nel cui tempio v’era la più grande collezione di testi medici di tutta la Cina.