Se non vi volete fare l’aceto in casa, per evitare di buttare di continuo bottiglie di vetro nel bidone o se non volete rischiare di corrodere lentamente le tubature metalliche (l’acido acetico è più aggressivo), potete procurarvi il più efficiente acido citrico. Sostanza che però è da usare con i guanti: non si tratta, infatti, di succo di limone, né dell’acido citrico alimentare (che vedete nell’immagine sotto), che è molto costoso, ma quello che a volte si usa in farmacia o in erboristeria. La maggior parte dei piccoli produttori italiani di detersivi lo vende. Fate attenzione alla qualità, non è sempre la stessa. Chiedete a chi ve lo rivende.

ACIDO CITRICO: OCCHIO A PROVENIENZA E OGM

L’acido citrico oggi in commercio ha il grosso svantaggio di venire prodotto sempre meno in Europa ed essere sempre più importanto dalla Cina. Questo acido citrico è di origine vegetale, frutto della fermentazione della parte zuccherina di un vegetale da parte di un micete (Aspergillus Niger) creato solitamente da una manipolazione genetica. Il fatto che sia OGM potrebbe comportare problemi solo se  questi miceti si dovessero diffondere nell’ambiente, cosa non facile, in quanto chi possiede queste tecnologie fa il possibile per evitarlo. Non tanto per impedirne la contaminazione, quanto piuttosto perché i miceti potrebbero essere usati dalla concorrenza.

QUANDO USARE L’ACETO O L’ACIDO CITRICO?

Fatte le debite premesse, aceto o acido citrico possono essere usati per diversi scopi. E da soli vanno a sostituire tutta una serie di detergenti che siamo abituati ad usare.

Entrambi funzionano bene come ammorbidente in lavatrice, brillantante nella lavastoviglie, come ottimo detergente anticalcare e blando igienizzante sui sanitari del bagno.

QUANDO E’ MEGLIO NON USARLI?

Aceto e acido citrico sono assolutamente da evitare su quelle superfici che non amano le sostanze acide, come il marmo, il legno e il cotto.