Abbiamo molto parlato (e ancora parleremo) di pulizie ecologiche della casa… ma ogni tanto qualche indicazione utile anche sugli strumenti che usiamo per pulire può facilitare i nostri compiti e farci risparmiare.

Partiamo dalle basi.

RIDURRE IL CONSUMO D’ACQUA CON I ROMPIGETTO

Innanzitutto è bene ridurre il consumo di acqua. Ci si mette un po’ di più a riempire i secchi, ma risparmierete anche fino all’80% se inserite nei vostri rubinetti standard i rompigetto aerati. Contro i 16 l al minuto di media dei rubinetti normali, questi arrivano fino a 1,7 l al minuto. Se entrate in un negozio di idraulica a chiederli, probabilmente tenteranno di vendervi quelli normali. Si trovano invece in alcune botteghe del commercio equo e solidale o nei negozi biologici. Oppure sul sito dell’associazione PAEA (http://ecom.paea.it) o attraverso AQsystem (http://www.aqsystem.it), che vende anche per i GAS (gruppi di acquisto solidali).

QUALE SPUGNA? LA LUFFA

Poi serve una spugna, che sia anche leggermente abrasiva, per i piatti e ogni tipo di superficie. E’ la luffa (la vedete qui sopra nella fotografia). Non è di origine animale, né sintetica, ma è un vegetale. Appartiene alla famiglia delle cucurbitacee come la zucca e ha la forma di un grande zucchino. Il frutto maturo di luffa, dalla polpa divenuta fibrosa e spugnosa, prima di essere usato viene sbucciato e sbiancato. Attenzione, perché alcuni impiegano l’inquinante varechina/candeggina, mentre basta lasciarla in ammollo per 1 giorno nell’acqua e poi farla asciugare al sole. La si trova (spesso sotto mentite spoglie) nelle profumerie come spugna per il corpo, ma è preferibile comprarla nei negozi del commercio equo e solidale, che indicano la provenienza e garantiscono l’assenza di sfruttamento della manodopera. Viene anche coltivate in Italia. Si sciacqua facilmente, non trattiene il sapone e asciuga rapidamente. Per questo motivo non forma né sviluppa batteri, risultando molto igienica. Dura alcuni mesi. Quella di importazione ha la fibra molto più resistente. Una volta esaurita la sua funzione, la si può buttare tra i rifiuti organici.

SPUGNETTA ABRASIVA

Può capitare di comprare patate, cipolle, aglio e agrumi in retine di plastica. Anziché gettarle via, possono essere recuperate per trasformarle in spugnette abrasive.C’è un modo per costruirle molto semplice, che parte da una retina tubolare, in cui si inseriscono, comprimendole bene, altre retine. Ottenuta la palla di dimensioni adeguate, si legano le estremità tra di loro ed è pronta. Un altro modo per costruirle, che le rende adatte all’uso per il corpo, è spiegato qui: http://www.4blog.info/school/2010/spugnetta-di-nylon-fai-da-te-per-lavare-i-piatti-riciclando.

STRACCI, CALZE, SPAZZOLINI

I buoni vecchi stracci di una volta sono tuttora un’idea intelligente per recuperare vestiti davvero immettibili o biancheria non più riparabile, per evitare di comprare ogni genere di panni per pulire casa. Vanno eliminate cerniere, cuciture e bottoni e si ritagliano in dimensioni regolari, quadrate o rettangolari. Quelli di cotone sono ottimi per le pulizie a base di acqua, oppure per asciugare. Per il legno invece è preferibile usare gli stracci di lana. Questi ultimi funzionano bene anche per trattare la pelle delle scarpe. Possono essere tutti lavati più volte come quelli che si comprano al supermercato. Per farli durare di più potete chiudere il bordo con un zig-zag della macchina per cucire.

Le calze di nylon bucate e smagliate sono invece preziose per spolverare pavimenti e superfici. Funzionano tanto quanto le sintetiche pezzette usa e getta e possono essere lavate.

Se non usate gli spazzolini da denti con la testina intercambiabile, invece di buttarli una volta inutilizzabili, è comodo conservarli. Sono ottimi per le pulizie delle fessure, le fughe delle piastrelle o per togliere le incrostazioni attorno ai rubinetti.

LA PALLINA DOSATRICE

La pallina dosatrice è fondamentale per risparmiare detersivo in lavatrice, liquido o in polvere. Se ne versa la giusta dose in base al carico, al livello di sporco, alla durezza dell’acqua e al grado di concentrazione del detersivo, e la si mette direttamente nel cestello.