Quali materie prime si usano per pulire casa in modo ecologico? Tra i migliori nostri alleati nelle pulizie di casa troviamo sicuramente bicarbonato, soda caustica e soda da bucato, che sono generalmente frutto di reazioni semplici. Esse vengono prodotte con macchinari non particolarmente elaborati, e, se vengono rispettate le norme, il loro processo di produzione è a basso impatto ambientale e scarso consumo energetico. La materia prima lavorata si può reperire in genere nelle vicinanze degli stabilimenti. Un altro fedele alleato delle nostre pulizie ecologiche è l’acqua calda, che da sola dà già il suo contributo. Come già ho detto, però, nemmeno l’acqua calda è a impatto zero, perché per produrla consumiamo energia (parecchia). Cerchiamo allora di combinare queste materie prime insieme all’ausilio di alcuni altri ingredienti naturali in modo intelligente per ottenere il massimo effetto pulente possibile… Cominciamo con l’aceto.

COME AUTOPRODURSI L’ACETO

Non serve solo per condire le insalate: l’aceto può essere usato per una gran quantità di cose… Però c’è un però. L’aceto che acquistiamo contiene una percentuale attorno al 5% di acido acetico e quindi è molto poco concentrato. Questo non lo rende particolarmente conveniente, ma possiamo sempre autoprodurcelo. Come?

Per fare un aceto per pulire casa basta recuperare tutti i resti (se restano) di vino bianco delle nostre cene tra amici e familiari e metterli in un contenitore largo, in genere di vetro, riempito per poco più della metà. L’imboccatura deve essere più stretta e protetta dalla polvere con una garza, senza essere tappata. Più è ampia la superficie del liquido esposta all’aria, più facilmente possono operare i batteri. Il vino si trasforma infatti in aceto grazie ai microorganismi normalmente presenti nell’aria, che mutano l’alcol contenuto nel vino in acido acetico, proprio la sostanza che rende acido l’aceto.

LA MADRE DELL’ACETO

Per velocizzare l’operazione si mette nel liquido una “madre dell’aceto”, che ci si può far regalare da chi ne ha in eccesso (essa infatti aumenta col tempo). Si tratta di una membrava viscida che prende la forma del contenitore in cui viene messa. La si può trovare che galleggia come una medusa in un aceto non pastorizzato, un po’ di tempo dopo averla aperta. La temperatura ideale è attorno ai 25°/30°.

Meno solfiti contiene il vino, meglio funziona il processo. Dopo almeno un mese il liquido si trasforma, emette un odore caratteristico e può quindi essere filtrato e utilizzato.