La V Conferenza ministeriale su salute e ambiente del 2010 conferma che il 24% delle malattie e il 23% delle morti nel mondo può essere ricondotto a fattori ambientali. La percentuale sale al 33% per i bambini sotto i 5 anni d’età. Malattie respiratorie, asma e obesità sono le patologie più diffuse come conseguenza dell’inquinamento ambientale esterno (traffico e polveri sottili) e dentro casa.

LA DISINFEZIONE: UNA PRATICA INUTILE E DANNOSA

La crescente fobia verso i germi e batteri, istigata dalla pubblicità, rappresenta un pericolo concreto per la salute, ed in particolare la disinfezione, che riduce la quantità di batteri utili al mantenimento della salute ed indebolisce il sistema immunitario, divenendo la causa principale dell’insorgere di allergie. Gli esperti cominciano infatti a concordare che la pericolosità dei disinfettanti casalinghi è tale che questi prodotti dovrebbero essere usati solo sotto precisa prescrizione medica o in caso di medicalizzazioni nella cura di pazienti con gravi malattie infettive. Per tutti coloro che non soffrono di queste gravi patologie, una pulizia e un’igiene adeguata si possono ottenere con le normali pulizie domestiche: acqua e sapone.

LE ALLERGIE

Nel 2010 l’OMS ha stimato che il 40-50% della popolazione mondiale soffre di allergie, tanto che queste sono al quarto posto nella classifica delle malattie più frequenti. Tra le principali cause delle allergie troviamo profumi e conservanti contenuti nei saponi, nei cosmetici e nei detergenti.

IL TRICLOSAN

Particolarmente dannosi sono i composti dell’ammonio quaternario e il triclosan, un composto chimico battericida che si trova in molti detergenti e prodotti per la pulizia della casa. Ma cos’è un battericida? Un battericida è un composto che uccide i batteri. Recentemente il dottor Studard Levy, del TUFTS di Boston, ha dichiarato che “la maggior parte dei battericidi presenti nei prodotti per uso domestico, dal punto di vista clinico, sono dei veri e propri antibiotici”. Ma il senso di questa affermazione vi sarà chiara se continuate a leggere.

I BATTERICIDI SONO EFFICACI?

Secondo l’American Medical Association, no. Già nel 2001 avevano dichiarato che i saponi battericidi non sono più efficaci dei saponi normali: già dopo un’ora dal loro uso non c’è più differenza significativa nel numero di microbi presenti sulle mani o sul lavello rispetto all’uso dei saponi normali. Uno studio della Columbia University del 2004 conferma che le persone che usano battericidi hanno la stessa incidenza di disturbi e malattie (tra cui tosse, naso gocciolante, mal di gola, febbre, vomito e diarrea) di quelle che usano saponi normali.

Ma la cosa più grave è che l’uso di battericidi produce famiglie di batteri resistenti ai farmaci.

LA DIFFERENZA TRA ANTIBATTERICI ED ANTIBIOTICI

La differenza è semplice: la maggior parte degli agenti antibatterici svolge un’azione non specifica, cioè uccide i batteri senza distinzione, ad esempio privandoli dell’ossigeno o interrompendo il loro processo metabolico. Gli antibiotici, invece, attaccano i batteri in modi specifici, ad esempio alterando il loro codice genetico in modo che non si possano più riprodurre.

Fino a poco tempo fa, il triclosan era classificato come sostanza antibatterica, ma nuovi studi hanno verificato che il triclosan produce un cambiamento genetico in batteri come l’Escherichia coli, lo Staffilococcus aureus e il Mycobatterio smegmatis, impedendone la riproduzione, agendo insomma come un antibiotico.

I RISCHI DI USARE ANTIBIOTICI PER LA PULIZIA DELLA CASA

Perché dovrebbe importarci se usiamo un antibiotico per pulire casa? Negli ambienti dove viene usato il triclosan la popolazione batterica viene messa sotto pressione e la resistenza che viene sviluppata all’antibiotico viene trasmessa dai batteri alle generazioni successive di batteri, rendendoli di fatto immuni al triclosan. Levy e i suoi colleghi hanno infatti scoperto tre ceppi di Escherichia coli che si sono evoluti per diventare immuni al triclosan, ma ci sono stati casi di immunità anche nello Staffilococcus aureus.

Le cose si complicano ulteriormente quando la resistenza al triclosan ne produce una incrociata anche agli antibiotici convenzionali, come al diazoborine o al l’isoniazid (usato per la tubercolosi). Il triclosan, infatti, somiglia così tanto a un farmaco che studi sono in corso per il suo utilizzo nella cura della malaria.

Va infine considerato che tra il 1980 e il 2000 non è stato prodotto nessun vero antibiotico nuovo, e i batteri si evolvono in direzione di una resistenza a queste sostanze. Insomma, cominciate a intuire la pericolosità di questo processo?

IL TRICLOSAN E LA DIOSSINA

Un’ultima considerazione sul triclosan: uno studio pubblicato nel 2003 ha dimostrato che la luce del sole converte il triclosan in 2,8-diclorodibenzodiossina, ovvero una forma di diossina (sostanza che altera l’equilibrio ormonale limitando l’estrogeno naturale presente nel corpo umano). Quando l’estrogeno presente nel corpo è eccessivo, diventa cancerogeno. Il triclosan presente nei detersivi finisce naturalmente nei nostri scarichi, e da lì nell’ambiente: alghe e acque in cui si trovano i pesci che mangiamo. Uno studio condotto in Norvegia ha trovato tracce di triclosan nel latte materno del 60% delle donne esaminate.

Ciò che immettiamo nell’ambiente torna a noi… ricordatevelo sempre.