In corso, fino al 26 gennaio, le votazioni on line per assegnare il premio come peggiore società dell’anno, in ambito ambientale e dei diritti umani. Si tratta del Public Eye Awards che, ogni anno, viene conferito in occasione del World Economic Forum (Wef) di Davos che si terrà il 27 gennaio. Il riconoscimento, di certo poco ambito, è stato organizzato dalla Dichiarazione di Berna e Greenpeace svizzera.

COSA FA IL PUBLIC EYE AWARD
Nella ‘top six’ delle (im)popolari selezionate dalle Ong, troviamo: Barclays, Freeport McMoRan, Samsung, Tepco, Vale e Syngenta. Per esprimere il proprio parere basta collegarsi su www.publiceye.ch.

LE PEGGIORI DEL 2011
Il colosso bancario britannico Barclays, è accusato di essere il più grande speculatore di cibo e di essere tra i responsabili dell’aumento dei prezzi. Solo nella seconda metà del 2010, si legge nella motivazione, ”44 milioni di persone nel mondo sono finite in estrema povertà a causa dell’innalzamento dei prezzi alimentari” e Barclays ”gode di stretti legami con il governo britannico che sta minacciando di bloccare la regolazione europea che mira a frenare la speculazione alimentare”.
Per il titolo è ‘in corsa’ anche la compagnia Freeport McMoRan che ”per 45 anni ha operato nella miniera di Grasberg, la più grande di oro e rame del mondo della Papua Occidentale, senza riguardo per la natura e le persone”. L’azienda coreana Samsung, invece, viene citata ”per l’utilizzo nei processi di produzione di sostanze vietate e altamente tossiche senza informare e proteggere i propri lavoratori”. Il risultato? ”Ben 140 lavoratori si sono ammalati di tumore e almeno 50 giovani lavoratori sono morti”.
Sulla più grande azienda giapponese di energia, la Tepco, pesa il disastro della centrale nucleare di Fukushima. L’azienda viene accusata di aver trascurato la sicurezza delle proprie centrali al fine di ridurre i costi. Vale, la multinazionale brasiliana, è il più grande produttore mondiale di minerale di ferro. La società si aggiudica un posto nelle ‘top six’ grazie ”a 60 anni di storia macchiati da ripetute violazioni dei diritti umani, disumane condizioni di lavoro e dallo sfruttamento spietato della natura”
L’ultimo, e non per questo meno importante, è Syngenta, il colosso svizzero della chimica agricola. L’azienda, si legge sul sito dedicato al premio, ”ha commercializzato il diserbante Paraquat, che ha danneggiato il sud del mondo. Innumerevoli agricoltori sono morti o sono stati gravemente malati.