Le fobie possono essere molto limitanti e condizionare negativamente la vita della persona. Come abbiamo già visto, in generale se ne distinguono di due tipi: fobie semplici o specifiche e fobie complesse o sociali.

Le terapie improntate al modello cognitivo-comportamentale si sono dimostrate efficaci per entrambi i tipi di fobia. Quella cui si ricorre più di frequente per la cura delle fobie semplici o specifiche (per esempio, nei confronti degli animali o dell’aereo) è probabilmente la terapia di esposizione, ma può dare buoni risultati anche le desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari (EMDR), che vedremo prossimamente nel dettaglio. Le fobie sociali, per esempio quello degli spazi aperti (agorafobia) sono più complesse e difficili da risolvere. Queste necessitano di una riprogrammazione psicologica più profonda del pensiero e delle percezioni.

Chi soffre di fobie lievi può tentare di risolverle autonomamente seguendo le 3 fasi della sequenza di desensibilizzazione che vedremo nel prossimo articolo dedicato alle fobie.

TERAPIA DI ESPOSIZIONE

Il trattamento più comune per le fobie semplici. Come indica il nome, la terapia di esposizione (esposizione graduale) consiste nel presentare con molta gradualità al paziente l’oggetto, la situazione a quell’evento che lo rende ansioso. Per esempio, a una persona che teme in modo spropositato i ragni, viene invitata come  prima cosa ad immaginare un ragno, poi a osservare il disegno di un piccolo ragno, fino a quando l’ansia scompare. Si passa quindi a sottoporle un disegno più ricco di particolari, per il tempo necessario a consentirle di controllare l’ansia e perdere sensibilità nei confronti dell’immagine.

LE TECNICHE

La terapia prosegue seguendo il ritmo del paziente, fino ad arrivare a presentargli un ragno vero. Il terapeuta può tenerlo in mano fino a quando l’ansia si riduce a un livello accettabile (tecnica di modelling) e il paziente può di conseguenza essere invitato a toccare o a prendere in mano il ragno (tecnica in vivo).

Per le terapie d’esposizione può fare ricorso a immagini video e virtuali. Una revisione ha permesso di accertare che il 70-80% dei pazienti consegue un miglioramento clinico significativo. Il metodo in vivo sembra particolarmente efficace.

QUANTO DURA?

La terapia dell’esposizione graduale ha il vantaggio di essere breve. Per chi ha paura del dentista, per esempio, possono essere sufficienti da 2 a 4 sedute. Persone con fobie per gli animali sono state trattate in un’unica seduta di 2 ore. In uno studio in cui si sono utilizzati l’esposizione di modelling, il 90% dei soggetti era ancora libero dalla fobia a un anno dal trattamento.

TIPI DI TRATTAMENTO

In relazione alla terapia dell’esposizione, si sono studiate anche varie modalità di pratica: individuale, di coppia, di famiglia e di gruppo. Il trattamento di gruppo si è dimostrato efficace.

Vedremo prossimamente in che cosa consistono anche la tecnica di desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari e la terapia cognitiva.