Oltre alla terapia di esposizione, di cui vi avevo già parlato alcuni giorni fa, esistono altre psicoterapie per la cura delle fobie. Una è la desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari (EMDR), l’altra è la terapia cognitiva. Vediamo in che consistono…

DESENSIBILIZZAZIONE E RIELABORAZIONE ATTRAVERSO I MOVIMENTI OCULARI

Basato sulla terapia di esposizione, questo metodo ha dato risultati promettenti. La sequenza di desensibilizzazione ha lo scopo di ridurre la reazione di paura per sostituirla con una reazione di rilassamento. Va seguita senza fretta: non cercate di compiere tutti i passi in un solo giorno, ma distribuiteli in un arco temporale di 5-6 giorni o più. Bisogna avere raggiunto piena padronanza della fase in corso per passare a quella successiva. Prima di tentare l’incontro con l’oggetto reale della fobia, si possono utilizzare fotografie e materiali video. Questa sequenza, da praticare da soli, è indicata solo per le fobie lievi. In caso di bisogno, non esitate a rivolgervi a uno specialista.

1. Descrivere la fobia:

  • Situazioni di ansia: fate un elenco di tutte le situazioni che possono scatenare la fobia. Per esempio, per il claustrofobico: salire su un ascensore o prendere la metropolitana all’ora di punta.
  • Sensazioni e pensieri: riflettete sulle situazioni elencate e descrivete le vostre sensazioni (per esempio, tachicardia) e i timori (per esempio, “se rimango bloccato all’interno, muoio disidratato”).

2. Riordinare le paure:

  • Descrivete la situazione che vi rende più ansiosi.
  • Elencate quindi le altre in ordine decrescente, in base al livello di paura che suscitano in voi. Per chi ha la fobia dei ragni, la situazione di maggiore paura può essere un grosso ragno che gli cammina sul volto, quella in fondo all’elenco la visione di una ragnatela illustrata su un libro.

3. Affrontare la fobia:

  • Imparate a rilassarvi, magari facendo uso di un apposito testo a audio.
  • Scegliete nell’elenco il pensiero che suscita il minor grado di paura.
  • Rilassatevi e concentratevi sulla respirazione lenta e ritmica.
  • Iniziate a portare alla mente il pensiero che suscita paura. Cercate di controllare le reazioni con le tecniche di rilassamento.
  • Rilassatevi ulteriormente.
  • Quando questo pensiero non vi crea disagio, passate a quello di grado superiore e ripetete la procedura.

TERAPIA COGNITIVA

L’uso della terapia cognitiva (una terapia priva della componente comportamentale rappresentata dalla terapia di esposizione a o dalla desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari) ha dato risultati poco significativi in relazione alle fobie semplici, ma si è dimostrata più efficace nei confronti delle fobie sociali o complessi.

La terapia cognitiva si concentra sul modo in cui il paziente percepisce l’evento in una situazione che lo turba e sui pensieri che sviluppa su di esso, per aiutarlo a elaborare meccanismi psicologici e visioni diverse. Il metodo si è rivelato utile quale coadiuvante della terapia di esposizione nella cura delle fobie sociali.

Una revisione è giunta concludere che la terapia cognitivo comportamentale costituisce un metodo utile per il trattamento delle fobie sociali. La soluzione più efficace sembra essere data dall’abbinamento dei metodi cognitivo e di esposizione, anziché dall’uso di una soltanto. Risultati positivi si possono ottenere anche con le tecniche cosiddette di social skills, volte a incoraggiare migliori interazioni sociali da parte dei soggetti fobici.