Le prove allergiche possono essere di vario tipo ma l’esame più comune, quello che individua con maggior specificità gli allergeni alimentari e ambientali, è il prick test. Si tratta di un test che va eseguito apponendo una goccia degli allergeni sulla cute; in seguito, attraverso una lancetta sterile s’inietta la sostanza sotto il derma del paziente.

I test si eseguono a circa 2,5 cm di distanza l’uno dall’altro (per evitare contaminazioni tra gli allergeni) e, in caso di risposta positiva, si noterà la comparsa di pomfi, simili a una puntura di zanzara.

Le prove allergiche sono effettuabili senza restrizioni d’età, anche se, prima dei tre anni il risultato è poco interpretabile. Non rappresentano, inoltre, alcun pericolo per la salute del paziente. Infatti, si sono osservati pochissimi casi di shock anafilattico; a tal proposito, la prassi prevede, come descritto, di effettuare il prick test prima per apposizione (se vuoi approfondire le informazioni sul prick test clicca qui).

Unica raccomandazione prima di sottoporsi a qualsiasi tipo di prove allergiche è di sospendere cortisonici e antistaminici una settimana prima dei test, onde evitare falsi positivi.

photo credit: Songkran via photopin cc