Chi non conosce il basilico? Questa profumata spezia tipica della nostra cucina è diventata ben presto il simbolo dell’italianità nel mondo, ben noto come ornamento e insaporitore sulla pizza napoletana e come ingrediente principale di quella prelibatezza che è il pesto. Ma le curiosità sul basilico sono tante… tra cui alcune leggende sacre e profane.

BASILICO: I FONDAMENTALI

Detto anche arancio del ciabattino o “erba reale”, il basilico (Ocimum basilicum) è una pianticella erbacea annuale della famiglia delle Labiate che può raggiungere l’altezza di 50 cm. Il fusto, di forma quadrangolare, ha la consistenza rigida ed è ramoso dalla base. Le foglie, opposte, ovate, lisce, di colore verde brillante, se strofinate emanano un gradevole odore caratteristico e possono essere lunghe da 4 a 8 cm a seconda della varietà. I fiori del basilico, piccoli, di colore bianco a volte rosati, hanno una corolla bilabiata e sono raccolti in racemi spighiformi composti da verticilli di 5 fiori e 2 foglioline, lunghi dai 10 ai 15 cm. I frutti del basilico sono formati da 4 acheni piccoli e lisci contenenti semi bruni.

Il basilico viene coltivato in tutti i paesi temperati per le foglie usate in cucina come aromatizzante. Si semina direttamente in piena terra in aprile-maggio. Date le sue contenute dimensioni e il suo largo consumo si può coltivare anche in vaso sui terrazzi. Predilige posizioni soleggiate. Il terreno deve essere sciolto e ben concimato, irrigato frequentemente. Le parti della pianta che si utilizzano sono le foglie e le sommità fiorite. Se lo si vuole utilizzare fresco, va raccolto durante la stagione vegetativa asportando la quantità necessaria di foglie. Per migliorarne la vegetazione è bene spuntare le infiorescenze alla loro comparsa. Le foglie si possono conservare per l’inverno dopo averle essiccate all’ombra e poi riposte in barattoli di vetro. Altrimenti, dopo averle ben pulite con uno straccio (asciugandole bene in quanto l’umidità può provocare muffe) si possono conservare in barattoli sotto olio. Il sistema più pratico e veloce è la surgelazione.

L’ERBA REGALE

L’origine del basilico è probabilmente da individuare in India, anche se già 4000 anni fa la sua coltivazione era diffusa in tutta l’Asia. In Europa fu introdotto dai romani, mentre in America fu conosciuto solo con l’arrivo dei coloni inglesi nel XVI secolo. La modesta pianta, assai nota in tutte le case per il profumo che conferisce alla cucina mediterranea, ha goduto in passato di grande rispetto. Ciò è confermato anche  dall’etimologia del suo nome, che deriva secondo alcuni da basiliscus (un drago che uccideva con lo sguardo, e contro il quale la pianta rappresentava un valido antidoto), secondo altri dal greco basilikos, che significa “regale”.

LE LEGGENDE SACRE SUL BASILICO

Anticamente i greci pensavano che per un buon raccolto della pianta occorresse pronunciare una serie di imprecazioni nel momento in cui la si seminava. Nella tradizione cristiana invece la sacralità attribuita al basilico deriva da due leggende distinte ma fra loro confluenti: la prima narra che il basilico nacque nel vaso in cui Salomè aveva sotterrato la testa di San Giovanni battista; la seconda racconta che esso fu trovato dall’imperatrice Elena, madre dell’imperatore romano Costantino, sul luogo della crocifissione di Cristo, e da lei in seguito diffuso in tutto il mondo.

LE LEGGENDE PROFANE SUL BASILICO

Altre tradizioni popolari hanno al contrario associato al basilico l’idea dell’amore terreno. Nel trecento venne composta in Italia una canzone popolare ispirata alla storia di Isabella da Messina, che conservava la testa dell’amante decapitato dai suoi fratelli in un vaso di basilico, poi trafugato dai  fratelli stessi (episodio ripreso dal Boccaccio nel suo Decameron, e dipinto in diversi quadri, come quello che vedete qui a lato). In secoli più recenti la simbologia attribuita a questa pianta cambia ancora: un vaso di basilico sul balcone di una fanciulla sembra fosse interpretato come segnale della sua disponibilità a ricevere l’innamorato.