La soia (Glycine soja), o fagiolo del Giappone, è una pianta portentosa della famiglia delle leguminose. E’ diventata famosa come alimento prediletto dei vegetariani, ma questa pianticella erbacea si merita ampiamente tutta la sua fama, sia per il numero di alimenti e di prodotti da essa derivati, sia per le sue virtù proteiche di “carne vegetale” senza grassi. Proviamo allora a conoscerla più da vicino.

SOIA: I FONDAMENTALI

La soia è una pianticella erbacea perenne, alta fino a circa 90 cm, con fusto eretto, ramoso, ricoperto da una peluria ispida. Le sue foglie, alterne, si compongono di 3-5 foglioline ovali, pelose, di colroe verde chiaro. I fiori, solitari, sono raccolti in racemi posti all’ascella delle foglie, e sono di colore bianco o lilla. Spuntano in estate. I frutti della soia sono dei baccelli piatti e vellutati, contenenti 2 o 3 semi gialli, verdastri o bruni.

Importata dall’Oriente alla fine del secolo scorso, in Italia la soia esiste solo coltivata. Si semina in primavera in terreno fertile, in file. La sua coltivazione è analoga a quella del fagiolo. Si usa seminarla nei campi come rotazione (alternandola ogni anno dove vengono coltivati altri ortaggi) poiché dai tubercoli delle radici cede azoto al terreno effettuando così un arricchimento e una concimazione naturale. Le parti della pianta che si utilizzano sono i semi, che si raccolgono a fine estate. Una volta che si sono staccati i baccelli, li si fa essiccare al sole, e poi si battono per farne uscire i semi. Dopo essere stati liberati dalle impurità, questi vengono conservati in sacchetti di tela.

UNA PIANTA GIUNTA DI RECENTE IN EUROPA

La storia della storia e il suo utilizzo non hanno una grande tradizione in Occidente, dato che questo alimento giunse in Europa solo verso la metà del Settecento a opera dei Gesuiti. Inoltre, fino all’inizio del 19º secolo, la pianta fu conservata negli orti botanici e nei giardini da esposizione come una rarità esotica. E’ in oriente, infatti, che essa ha origine, e non a caso in paesi come la Cina e il Giappone costituisce uno degli alimenti base della dieta alimentare.

LS’EGGENDE SULL’ORIGINE DELLA SOIA

Secondo la tradizione cinese, la soia fu creata da Hou Tsi, il dio della coltivazione agricola. Egli, però, fece in modo che la pianta crescesse solo su una collina disabitata, e del tutto sconosciuta all’uomo. Un giorno alcuni mercanti furono assaliti da dei banditi che si rifugiarono proprio su quella collina. Vi rimasero alcuni giorni e, vinti dalla fame, decisero di assaggiare i semi di una pianta che non avevano mai veduto. Quei mercanti si resero subito conto di aver fatto una scoperta sensazionale e, tornati a casa, fecero conoscere a tutti la soia. Secondo la leggenda giapponese, invece, la soia sarebbe nata dalla dea del cibo, uccisa dal dio del mare. Dal suo corpo sarebbero stati generati il miglio, l’orzo e la soia.

LA CARNE VEGETALE DELLA CUCINA VEGETARIANA

La soia fu apprezzata in oriente anche per le sue virtù medicinali, e fu utilizzata per combattere malattie cardiache, epatiche, polmonari e renali. Veniva anche impiegata per facilitare la crescita dei capelli e, nelle zone in cui si coltivava baco da seta, come antiparassitario naturale. La soia è un alimento completo, considerato un ottimo sostitutivo della carne -  non a caso viene definita anche “carne vegetale” e per questo molto apprezzato nella cucina vegetariana. In commercio si trovano i semi, i germogli, oppure la farina; la soia viene usata anche per ricavarne un olio facilmente digeribile e per produrre il tamari, una salsa scura che è ottima per condire insalate, riso e verdure.