La prolattina è un ormone proteico prodotto dall’ ipofisi anteriore, le cui funzioni principali sono di stimolare la produzione di latte nelle donne in gravidanza (mantenendola dopo il parto) e impedire un’ ulteriore gestazione durante le prime fasi dell’ allattamento. Una insufficiente produzione di tale ormone durante l’ allattamento, causa quindi sensibili riduzioni nella produzione di latte da parte delle ghiandole mammarie.

Durante la gravidanza, la placenta produce grandi quantitativi di estrogeni, ormoni in grado di stimolare a loro volta la sintesi di prolattina, i cui valori aumentano quindi progressivamente durante la gestazione, fino a raggiungere il picco massimo nel periodo appena precedente al parto, con livelli fino a 10 volte superiori rispetto a quelli di una donna non gravida.

Durante il travaglio, la prolattina va quindi incontro ad abbassamento, per poi aumentare bruscamente nelle due ore successive al parto. Nelle settimane che seguono la nascita del piccolo, la prolattina comincerà quindi a diminuire progressivamente, con picchi significativi in concomitanza delle poppate. E’ infatti principalmente lo stimolo prodotto dalla suzione del neonato a mantenere i livelli di prolattina tali da garantire la prosecuzione dell’ allattamento. Al contrario, se nel periodo dopo il parto la mammella non è stimolata, i livelli di questo ormone ritornano al valore precedente alla gravidanza entro 4/6 settimane e all’ incirca alla decima settimana ricomparirà l’ ovulazione, fino a quel momento inibita.

Per quanto la prolattina sia dunque un ormone indispensabile alla gravidanza, livelli troppo alti (dovuti ad esempio ad una iperfunzione dell’ ipofisi, o a patologie quali l’ ipotiroidismo e la policistosi ovarica,) possono provocare diminuzione del desiderio sessuale, galattorrea (secrezione di latte in assenza di gravidanza), problemi di amenorrea, anovulazione e infertilità. In questi casi, se per ottenere una gravidanza si è ricorsi a terapie antiprolattinemiche, non appena ci si accorge di essere in cinta, sarà necessario interrompere il trattamento.