Concludo la rassegna di questa settimana dei programmi elettorali per le elezioni 2013 che riguardano le politiche ambientali promesse dai partiti politici in corsa con la Rivoluzione Civile di Ingroia. Se volete confrontarlo con quelli degli altri partiti sin qui pubblicati, li trovate qui: Partito Democratico, Popolo delle Libertà, Lista Civica Mario Monti e Movimento 5 Stelle.

“PER USCIRE DALLA CRISI”

“Vanno fatte politiche:

3. per una nuova alleanza tra lavoro, ambiente, conoscenza: beni comuni da cui dipende il nostro futuro. Va costruito un piano per creare occupazione attraverso un nuovo intervento pubblico che investa in ricerca e sviluppo, in politiche industriali che innovino il nostro apparato produttivo e riconvertano l’economia nel segno della sostenibilità ecologica.”

“LA NOSTRA EUROPA”

“In sintesi:

7. Va sostenuta la riconversione ecologica dell’economia, favorendo le attività a basso consumo di risorse ed ad alta intensità occupazionale;

9. Va creato un indicatore del benessere sociale e ambientale.”

“PER IL LAVORO”

“Occorre un Piano straordinario per il lavoro. Va promosso un nuovo intervento pubblico con investimenti in ricerca e sviluppo, politiche industriali che difendano i settori strategici, dalla chimica alla siderurgia, innovino il nostro apparato produttivo e riconvertano l’economia nel segno della sostenibilità ecologica. La spesa per ricerca e sviluppo va progressivamente raddoppiata: oggi è al 1,26% del Pil, noi intendiamo portarla almeno a livello di quella francese, al 2,2%. Efficienza energetica e politiche per la produzione di energia da fonti rinnovabili, mobilità sostenibile attraverso le autostrade del mare e lo sviluppo della cantieristica, trasporto pubblico su ferro e per le città, rete idrica, gestione dei rifiuti, messa in sicurezza del territorio: sono questi i settori in cui si possono creare posti di lavoro che guardino al futuro. Il settore dei green jobs (lavori verdi) rappresenta oggi un volano per creare occupazione e uscire dalla crisi. In questo senso è necessario creare anche un “cuneo fiscale ecologico” che preveda un abbassamento della fiscalità sul lavoro in base ai vantaggi per il sistema paese ottenuti, ad esempio dalla diminuzione della CO2, dell’inquinamento e dei consumi energetici, colpendo invece chi inquina. Va promossa la “filiera corta” dell’industria, contrastando le delocalizzazioni attraverso una legge che preveda la restituzione dei contributi pubblici ricevuti dalle imprese, in caso di delocalizzazione produttiva.”

In sintesi:

4. Piano straordinario per il lavoro, nei settori del risanamento idrogeologico, della manutenzione ed efficientamento del patrimonio pubblico, della mobilità sostenibile

“PER LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE E LE ATTIVITA’ ARTIGIANALI E AGRICOLE”

“Riteniamo che lo Stato debba fare la sua parte nelle scelte di politica industriale e creditizia riattivando gli investimenti pubblici nei settori portanti della conoscenza, del risanamento del territorio e dell’ambiente e nelle infrastrutture fondamentali quali la banda larga per tutti.”

“Serve un programma forte di “Agricoltura bene comune”, dall’agricoltura contadina che valorizza la biodiversità, che dice no agli OGM, che racchiude all’interno dei propri obiettivi anche il paesaggio e la sua preservazione. Lo sviluppo equilibrato di agricoltura contadina, turismo, cultura, gastronomia, è la chiave di volta per la valorizzazione del territorio, contro monocolture, turismo irresponsabile, svendita del territorio. Per difendere la terra, e chi ci lavora e ci abita, dallo sfruttamento della grande distribuzione, dalle multinazionali dell’agroindustria e dall’agrofarma. Insomma un programma forte e alternativo. Oggi l’agricoltura deve essere rimessa al centro come fece Giuseppe Di Vittorio con la sua Rivoluzione civile attraverso la riforma agraria.”

“In sintesi:

2. Intervenire sulla PAC per sostenere la valorizzazione delle filiere di qualità sul solco della green economy 3. Investire sulla banda larga gratuita per tutti

4. Sostenere la tutela e la valorizzazione del paesaggio, l’agricoltura, la biodiversità”
“PER L’AMBIENTE”

“L’ambiente è il futuro

Difendere l’ambiente significa scegliere l’opposto di un modello di sviluppo distruttivo basato sullo sfruttamento senza limiti delle risorse. L’ottimizzazione dell’uso delle risorse, riducendo gli sprechi, rappresenta una strada obbligata per ridare competitività al nostro settore produttivo. L’Italia è al bivio fra il declino e il rilancio. Occorre riportare gli impatti ecologici del nostro modello di produzione e di consumo entro i limiti della sostenibilità. Ciò significa ridurre la nostra impronta ecologica e la dipendenza verso l’estero l’approvvigionamento di materie prime o intermedie. Lo straordinario successo dei referendum del giugno 2011 contro il nucleare e per l’acqua pubblica ci indica quale nuovo modello di sviluppo sostenere con l’azione di governo, per rilanciare imprese innovative e posti di lavoro stabili, tutelare la salute e limitare il consumo di suolo e di risorse.

Berlusconi-Monti

I governi dell’ultima legislatura hanno condiviso la stessa ispirazione per iperliberista e arcaica di fronte alla modernità ambientale. Entrambi hanno penalizzato lo sviluppo delle rinnovabili e il riciclaggio dei rifiuti, né hanno saputo mettere in programma interventi in materia di risanamento ambientale e valorizzazione del paesaggio. Hanno tentato lo sciagurato ritorno al nucleare, bloccato solo dal referendum, e rilanciato le trivellazioni. Ma il governo Monti ha superato tutti i precedenti con il decreto anticostituzionale che, aggirando la legge, permette all’Ilva di continuare ad avvelenare i lavoratori e i cittadini di Taranto.

La sfida della modernità è nella conversione ecologica del sistema industriale italiano

La difesa dell’ambiente e quella dell’economia e dell’occupazione non sono obiettivi in conflitto tra loro. Al contrario, si tratta di un’unica sfida. Vogliamo archiviare opere come la Tav in Val di Susa e il Ponte sullo Stretto di Messina. Vogliamo investire sul risparmio energetico, sulle rinnovabili, sulla salvaguardia dai rischi idrogeologici, sulla politica dei rifiuti ispirata alla prevenzione al riuso e al riciclo, per difendere l’ambiente dai cambiamenti climatici e dalle conseguenze letali dell’effetto serra con un sostegno alla fase due del Protocollo di Kyoto. Dobbiamo impedire che la nostra industria e il nostro sistema produttivo restino indietro rispetto a quelli dei Paesi concorrenti. Occorre promuovere la riconversione ecologica come nuovo modello di sviluppo, in tutte le sue applicazioni: all’urbanistica, all’edilizia, alle infrastrutture e ai trasporti. La difesa idrogeologica deve diventare la più grande opera pubblica italiana, all’interno di un “grande piano delle piccole opere” che crei occasioni di lavoro diffuse nel nostro paese, garantendo la sicurezza della popolazione. Abbiamo bisogno di una lotta senza quartiere ai crimini ambientali e alla penetrazione in questo campo delle organizzazioni criminali di stampo mafioso.

Occorre rivedere il piano energetico nazionale, indirizzandolo verso la decarbonizzazione e stabilendo obiettivi di eliminazione delle emissioni dei gas climalteranti. Vogliamo dare attuazione e risorse alla Strategia nazionale per la biodiversità e renderla pervasiva in tutti i comparti produttivi.

Riteniamo infine necessario un cambiamento complessivo della legislazione in materia di territorio e urbanistica:

  • Imponendo un stop al consumo del suolo;
  • Uscendo dalle pratiche derogatorie degli strumenti di pianificazione pubblica generale.
  • Rendendo le VAS (Valutazione Ambientale Strategica) degli strumenti di pianificazione generale di lungo periodo, sovraordinate e cogenti rispetto ai provvedimenti attuativi.
  • Sancendo l’interesse legittimo dei cittadini a ricorrere a tutela della qualità urbana e ambientale, dando piena attuazione alla Convenzione di Aarhus ed incentivando le forme di partecipazione attiva alle formazione delle scelte insediative e progettuali su città e territorio.

Dobbiamo anche adottare una normativa che assicuri un’effettiva tutela dei diritti degli animali e per il superamento della vivisezione per costruire una società rispettosa di tutti gli esseri viventi.

Il Ministero dell’ambiente negli ultimi 4 anni ha subito un taglio dei finanziamenti pari al 75%. È stato il più colpito dalle politiche di rigore. Occorre rifinanziare il suo bilancio per consentire di promuovere la riconversione ecologica dell’Italia e investire sulla tutela del nostro patrimonio naturale. Lo stesso deve avvenire per il Ministero dei beni culturali e ambientali che ha subito durante lo stesso periodo una decurtazione degli stanziamenti di circa il 66%.

In sintesi:

  1. No alla Tav e al Ponte sullo Stretto di Messina
  2. Investire sulla prevenzione del rischio idrogeologico e su un Piano delle piccole opere
  3. Lottacontroicriminiambientali
  4. Adottare una road map per l’uso efficiente delle risorse, come è stato fatto dall’Unione Europea
  5. Archiviare la stagione delle deroghe agli strumenti di pianificazione urbanistica
  6. Sostenere i green jobs in tutte le filiere produttive
  7. Aumentare gli stanziamenti del Ministero dell’ambiente.”

“PER I DIRITTI UMANI, LA PACE E IL DISARMO”

Vogliamo reinserire l’Italia nella comunità delle nazioni che cooperano per la soluzione dei gravi problemi globali aperti (fame, miseria, ambiente, diritti umani, democrazia…), per la prevenzione dei conflitti e la loro risoluzione pacifica, per un’economia di giustizia, per l’equa gestione dei beni comuni globali e che vogliono costruire nuovi rapporti di giustizia e fratellanza tra gli stati e tra i popoli. Vogliamo progettare e organizzare il Sistema-Italia della cooperazione internazionale approvando una nuova legge e promuovendo la cooperazione comunitaria, partecipata e diffusa.

IN CONCLUSIONE

Il programma è chiaro e comprensibile, e comprende sia parti esplicative che una sintesi dei punti di programma. Per avere un quadro generale, però, vi invito a leggerlo completamente, poiché mi sono qui limitata – per brevità – a riportare esclusivamente i punti in cui si citano temi ambientali.

Settimana prossima vedremo anche i programmi degli altri partiti.