Il nostro Paese si distingue per un patrimonio agroalimentare unico in termini di ricchezza, varietà e pregio. Ad oggi si contano quasi 200 prodotti DOP e IGP che portano l’Italia a detenere una posizione di leadership in ambito comunitario. La presenza così estesa di produzioni tipiche è legata alla particolarità del territorio e della storia italiana, che ha permesso la creazione e il mantenimento nel tempo di tradizioni produttive, gastronomiche e culturali molto diversificate.

IL PATRIMONIO AGROALIMENTARE DELL’ITALIA

Questo patrimonio agroalimentare crea valore dal punto di vista culturale, sociale ed economico: l’agroalimentare, infatti, negli ultimi anni si è affermato come secondo settore economico dopo quello manifatturiero. A ciò si va ad aggiungere anche l’effetto generato dal connubio ormai inscindibile turismo – enogastronomia, che contribuisce a potenziare la conoscenza e il favore dei prodotti italiani all’estero nonché a preservare aree svantaggiate e a sviluppare sistemi locali.

L’AGROPIRATERIA

Come conseguenza del crescente successo del made in Italy, negli ultimi anni si è però consolidata, in termini di giro d’affari, un’economia parallela che sottrae quote di mercato ai prodotti tutelati e determina pesanti danni alle aziende che effettivamente operano nel rispetto del disciplinare di produzione e si sottopongono ai controlli da parte delle autorità pubbliche o degli enti privati autorizzati dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. Si tratta di un fenomeno noto come “agropirateria”, di cui sono vittime le nostre produzioni sui mercati nazionali e internazionali e che si concretizza nella presenza in commercio di prodotti non originali che evocano o imitano le denominazioni tutelate.

PERCHE’ LA QUALITA’ DEL CIBO E’ TUTTO

La qualità nella produzione del cibo si traduce da una parte nell’impegno del produttore rispetto a provenienza dall’areale delimitato, utilizzo di razze o cultivar della zona, osservanza dei metodi tradizionali di elaborazione, dall’altra nel controllo effettuato da un ente terzo ed indipendente su tutte le fasi della produzione fino al confezionamento.

Una maggiore consapevolezza e conoscenza dei prodotti a denominazione di origine consente sia di avere certezza rispetto a quanto si acquista sia di premiare e valorizzare gli sforzi compiuti dalle piccole e medie imprese, impegnate in questo comparto a trasmettere l’insieme di valori culturali, sociali di cui si fanno portatori grazie al loro lavoro quotidiano. Li vedremo man mano nei prossimi articoli.