Vi ho già parlato dei tre problemi dell’allattamento più comuni per le neomamme: l’ingorgo mammario, le ragadi e la mastite. Oltre ai rimedi classici che vi ho già indicato, un buon supporto per la risoluzione di questi fastidi arriva dall’omeopatia, dalle tecniche di bodywork e dalle terapie mente-corpo. Vediamo quali sono…

OMEOPATIA

L’omeopatia viene in soccorso per diversi problemi dell’allattamento. Per la cura delle ragadi si può utilizzare Graphites, per la mastite si ricorre invece ad altri rimedi, i più comuni dei quali sono Bryonia, Belladonna e Phytolacca.

Graphites

Il rimedio Graphites,  ottenuto dalla grafite, è il rimedio omeopatico classico per le ragadi del capezzolo. Viene assunto per bocca nella dose di 3 granuli 6CH, da sciogliere lentamente in bocca 3 o 4 volte al giorno. È reperibile nelle farmacie omeopatiche e può essere utilizzato contemporaneamente a pomate topiche da applicare sui capezzoli.

Belladonna

Belladonna è indicata per la mastite che insorge in modo improvviso, con il seno caldo, arrossato, molto sensibile e dolore pulsante. La donna può avere un arrossamento generalizzato, febbre e le pupille dilatate.

Bryonia

Anche Bryonia è indicata per la mastite acuta,  in cui il seno si presenta duro ma con dolore pungente, e peggiora con il movimento e lo sfregamento. È utile indossare un reggiseno robusto che offra un supporto adeguato. Spesso la donna ha la bocca secca e sete, può avere dolori intensi anche in altre parti del corpo, compresi il collo e la testa.

Phytolacca

Phytolacca è indicata quando il seno duro e vi sono un flusso eccessivo di latte e dolori che dal seno sembrano irradiarsi a tutto il corpo. Questo tipo di mastite può essere associato al mal di gola, a dolori reumatici alla schiena, alle gambe e in altre parti del corpo.

BODYWORK

Disattivazione dei trigger point

La presenza di trigger point (punti sensibili) nei muscoli pettorale e gran dentato del torace può provocare disagio e dolore alle mammelle e ai capezzoli (gli stessi sintomi sono stati riferiti da donne e da uomini). Può esservi anche una sensazione di ingorgo nei tessuti mammari dovuta allo scarso drenaggio linfatico. Se questo si verifica nel corso dell’allattamento, la donna può trovarsi costretto a sospenderlo. Si è osservato che la disattivazione dei trigger point, soprattutto di quelli situati nel grande pettorale (vicino all’ascella), allevia rapidamente il dolore e la congestione. La disattivazione può essere praticata con l’agopuntura, con iniezioni di procaina e con la pressione manuale o le tecniche di stretching impiegate da osteopati, massoterapeuti (soprattutto se qualificati per la terapia neuromuscolare) e da alcuni fisioterapeuti e chiropratici.

Linfodrenaggio

Alcuni dei principali canali linfatici passano attraverso, davanti e intorno ai grandi pettorali. Se i tessuti di questi muscoli sono tesi e contratti, presentano dei trigger point, la linfa è impossibilitata a fruire agevolmente e può provocare congestione nei tessuti mammari. Il linfodrenaggio mediante massaggio dolce o, se indicata, la disattivazione dei trigger point permettono di eliminare il blocco e la congestione, ripristinando il flusso linfatico.

TERAPIE MENTE-CORPO

Stress e allattamento

Il meccanismo che lega lo stress emotivo alle difficoltà dell’allattamento non è perfettamente chiaro. Studi sperimentali hanno evidenziato che le condizioni di stress acuto, fisico e mentale, compromettono il riflesso della secrezione lattea, riducendo la produzione di ormone ossitocina durante la poppata. Se questa condizione si verifica ripetutamente può comportare una minore produzione di latte causando lo svuotamento solo parziale del seno. Un travaglio e un parto difficoltoso possono contribuire a causare problemi nell’allattamento. Gli studi indicano che il parto cesareo praticato d’urgenza e il travaglio prolungato nel parto naturale sono associati  a un ritardo dell’allattamento al seno. Coloro che subiscono livelli elevati di stress durante e dopo il parto devono ricevere una maggiore assistenza per l’allattamento da parte dell’ostetrica e del personale ospedaliero.

Ritardo della lattazione

Generalmente la montata lattea si verifica nei primi giorni dopo il parto. Se tarda a presentarsi oltre questo termine, c’è il rischio che la donna perda fiducia e che non riesca ad allattare al seno. Una ricerca recente ha studiato la lattazione in un gruppo di 136 donne del Guatemala e ha riscontrato che il suo esordio è stato ritardato in quelle che avevano avuto difficoltà nel corso della gravidanza e/o durante il travaglio e il parto. La donna che teme di avere un ritardo nella montata lattea può praticare degli esercizi di rilassamento e fare in modo di concedersi un riposo adeguato.

Tecniche mente-corpo

Nonostante l’importanza di questo problema e la chiara indicazione che lo stress interferisce con la lattazione e l’allattamento, fino a oggi pochi studi hanno esaminato la potenziale efficacia delle tecniche mente-corpo per alleviare la tensione nervosa e promuovere una montata lattea puntuale, per il benessere del bambino e della madre. Uno questi studi ha preso in esame le madri che sono state separate dal bambino, ricoverato nel reparto di terapia intensiva causa la nascita prematura. Per queste donne è comprensibilmente difficile mantenere la produzione lattea, pur svuotando regolarmente il seno con l’apposito tira latte. La ricerca ha potuto evidenziare che il contatto diretto della pelle fra madre e figlio aumentava la produzione di latte.

La donna che allatta ha bisogno di riposo e di tempo per stabilire con il bambino al rapporto necessario a indurre la montata lattea. L’esperienza indica che una giornata di riposo protetto, trascorsa a contatto intimo e tranquillo con il neonato favorisce la frequenza delle poppate e una maggiore produzione di latte. Lo stress e l’affaticamento tendono ad inibire il riflesso di rilassamento che permette il deflusso del latte. In un trial di ricerca, si sono fatte ascoltare alle madri che avevano i bambini prematuri ricoverati in terapia intensiva delle registrazioni per indurre il rilassamento e la visualizzazione guidata. La terapia ha permesso di ottenere un aumento del 60% nella produzione di latte. Alla luce di queste rilevanze è assai probabile che le tecniche di rilassamento, abbinate al sostegno e all’educazione, aiutino la donna a superare le difficoltà dell’allattamento.