L’allattamento è un processo naturale che garantisce al bambino il miglior nutrimento possibile. Talvolta possono insorgere dei disturbi, i più comuni dei quali sono l’ingorgo mammario, le ragadi del capezzolo e la mastite, ossia l’infezione dei dotti escretori della mammella. Ciascuno va trattato in modo specifico: spremitura del seno in caso di ingorgo, pomate medicate per le ragadi e antibiotici per la mastite. Si rivelano utili anche l’omeopatia, gli impacchi caldi e freddi e le terapie manuali, che vedremo prossimamente.

I SINTOMI

Ingorgo mammario:

  • Seno duro, gonfio e dolente

Ragadi del capezzolo:

  • Macchie dolenti e arrossate sui capezzoli
  • Sottili fissurazioni sui capezzoli

Mastite:

  • Chiazza arrossata e dolente sul seno, talvolta calda
  • Talvolta sintomi influenzali come dolori muscolari e febbre

FATTORI PREDISPONENTI

Ingorgo mammario:

  • Orari irregolari delle poppate

Ragadi del capezzolo:

  • Posizione scorretta del bambino durante le poppate
  • Non asciugare i capezzoli dopo la poppata

Mastite:

  • Ragadi
  • Ingorgo

PERCHE’ INSORGONO I PROBLEMI DELL’ALLATTAMENTO?

L’ingorgo mammario è un accumulo di latte nei dotti escretori della mammella che può verificarsi con la montata lattea o se si sospende, anche temporaneamente, l’allattamento, magari a causa di un malessere.

Le ragadi insorgono invece quando il bambino non viene “attaccato” correttamente al seno. Per non causare questo tipo di problema, il piccolo deve avere nella bocca l’intero capezzolo e gran parte dell’areola (l’area scura che circonda il capezzolo), in modo che le labbra si chiudano ermeticamente intorno al seno.

La mastite è causata dall’infezione dei dotti galattofori da parte di un batterio, generalmente lo Staphylococcus aureus, che può penetrare nella pelle attraverso una ragade. La mastite si sviluppa generalmente quale conseguenza dell’ingorgo mammario.

COME AUTOMEDICARSI

Misure utili a evitare i problemi più comuni sono le seguenti:

  • Indossate un reggiseno robusto, che dia un adeguato sostegno.
  • Posizionate correttamente il bambino al capezzolo.
  • Asciugate i capezzoli al termine di ogni poppata.
  • Rilassatevi il più possibile.
  • Bevete molti liquidi.
  • Assumete un analgesico (paracetamolo se si allatta) per alleviare il disagio.
  • Impregnate una pezza di lana con acqua molto calda, strizzatela e applicatela sul seno. Dopo 5 minuti, sostituitela con una pezza di cotone impregnata di acqua fredda, preparate nuovamente la calda e ripetete 2 o 3 volte.

COME EVITARE L’INGORGO

La donna che non desidera allattare, non deve spremere il seno per non stimolare la produzione di latte. L’ingorgo si risolve nel giro di alcuni giorni. Per alleviare il disagio, può assumere del paracetamolo e/o può applicare impacchi freddi. Talvolta il medico prescrive bromocriptina, un farmaco che inibisce nell’ipofisi (una piccola ghiandola alla base dell’encefalo) la produzione di prolattina, ossia l’ormone che stimola la produzione di latte.

In caso di ingorgo mammario, la donna che intende allattare può spremere delicatamente il latte in eccesso per eliminarlo, fino a quando il ritmo delle poppate non si regolarizza e il seno produce la quantità di latte giusta per soddisfare il bisogno del bambino. Per evitare l’ingorgo quando decide di sospendere l’allattamento, deve sostituire gradualmente una poppata alla volta con un pasto, a base di latte in formula o di alimenti naturali.

COME EVITARE LE RAGADI

Una misura utile a evitare la formazione delle ragadi consiste nell’asciugare sempre i capezzoli dopo la poppata. E’ bene farsi consigliare anche dall’ostetrica o da un’assistente sul modo in cui tenere il bambino durante le poppate. Le ragadi guariscono generalmente nell’arco di pochi giorni. Se il problema persiste, bisogna consultare il medico, perché le pomate da banco sono poco efficaci. Può esservi un’infezione che va trattata con antibiotici.

CHE FARE IN CASO DI MASTITE

In caso di mastite, la donna deve continuare ad allattare e, se possibile, estrarre il latte rimasto al termine della poppata. Per alleviare il dolore può assumere paracetamolo e applicare calore sul seno. Questa misura favorisce anche il decorso del latte. È importante che continui a bere molto.

Deve comunque consultare il medico, perché può essere necessaria una terapia antibiotica per evitare che si sviluppi un ascesso mammario. Il medico può richiedere l’analisi del latte per identificare l’agente infettivo e prescrivere gli antibiotici specifici più indicati.

In caso di ascesso, si sospende l’allattamento della mammella affetta, ma bisogna spremere il latte. L’ascesso va trattato con antibiotici, ma talvolta occorre estrarre il pus con una siringa in anestesia locale.

Attenzione: i farmaci per problemi dell’allattamento possono indurre effetti collaterali; chiedete al medico di illustrarveli.

COME ALLATTARE IL BAMBINO

Il bambino deve essere “attaccato” al seno in modo corretto: la sua bocca deve chiudersi ermeticamente intorno al capezzolo e all’areola, la zona scura di pelle che circonda il capezzolo. Se il piccolo afferra solo il capezzolo, questo sviluppa ben presto un’irritazione dolente, con il rischio che, in pochi giorni, si formino delle ragadi sanguinanti. Per “staccare” il bambino dal seno al termine della poppata, è sufficiente introdurre delicatamente un dito fra la sua bocca e il seno, affinché interrompa la presa. Se si allontana il piccolo senza questa piccola operazione si può produrre una fastidiosa irritazione del capezzolo.